La storia dei Gordon prosegue con Black Mirror 3, titolo che si distingue dal precedente sequel perchè è decisamente meno “enigmistico” e più intuitivo e ricco di dialoghi, il che va a vantaggio della scorrevolezza della storia stessa, ma potrebbe minare sicuramente il divertimento degli enigmisti “hardcore”. Tutto sommato cutscene ben dosate e mai “soporifere”.
Adrian è sempre il solito , rimane lo stesso personaggio che ami o odi, scorbutico, diretto, con un umorismo dissacrante. Pur non eccellendo, il sonoro fa il suo dovere, melodie più cupe sottolineano scoperte fondamentali ai fini del gioco, altre con un ritmo più incalzante creano l’atmosfera giusta nelle scene più dinamiche ed emozionanti. Non ci sono tuttavia brani memorabili . Buono il doppiaggio in lingua originale.
Il comparto grafico mi è sembrato, come in tutta la saga, di buona qualità, anche perchè si sono sfruttate un buon 60% di ambientazioni dell’episodio precedente. I personaggi sono leggermente meno goffi nei movimenti, però alcune animazioni lasciano un po’ a desiderare. Qualche appunto da fare ci sarebbe ma complessivamente mi sembra che dal punto di vista grafico non ci si possa lamentare.
Per quanto riguarda l’aspetto narrativo BM3 riprende gli stessi pregi e difetti del precedente capitolo, anzi più che Black Mirror 3 mi è sembrato un Black Mirror 2 seconda parte. Secondo me c’è stata troppa fretta di sfornare questo prodotto, ed il risultato finale forse è anche rovinato dalla mancanza di uno stacco temporaneo tra le vicende, che probabilmente sarebbe stato più interessante e avrebbe suggerito qualche spunto più brillante. Il plot, anche questa volta lontano dall’essere eccellente è lineare nelle prime battute (così di primo acchito mi era sembrato di gran lunga migliore del secondo episodio poi però ho dovuto rimangiarmi tutto), con cadute inspiegabili nella seconda parte del gioco ovvero quando si arriva al dunque . Ho trovato alcuni espedienti improbabili, troppa superficialità in alcuni dettagli ed ancora una volta il team di Thomas Fischer ha pigramente continuato ad attingere dal filone dei luoghi comuni delle avventure grafiche e dell’archeologia fantastica. Tutto questo mi ha lasciato l’amaro in bocca, inoltre per una saga del genere che faceva dell’atmosfera di gioco, del fascino dei personaggi e della trama il proprio punto di forza mi sarei aspettato una svolta migliore di quella settaria-complottistica che mischia sacro e profano senza grande costrutto.
Anche in questo episodio, mancano personaggi carismatici al di fuori di Darren e questo avviene anche perchè alcune sottotrame sono lasciate incompiute, abbandonate, non approfondite. In conclusione i ragazzi della Cranberry sono rimasti intrappolati nello schema banale dell’horror sempliciotto che richiedeva tutti i luoghi comuni del genere, magari strizzando l’occhio alle mode gotiche del momento in ambito letterario e filmico.
Avrebbero potuto provare, con un pò di coraggio a creare qualcosa di diverso, rivoluzionando la struttura narrativa della saga, pur lasciando un comune filo conduttore, invece come accade a molte Software house hanno scelto la strada del facile successo commerciale, sfruttando il nome di sicuro impatto, condendolo qui e lì da elementi di facile presa, rendendolo gradevole esteticamente con una bella grafica, forti del fatto che a tanti appassionati sarebbe piaciuto proprio così (ed è altamente probabile che a molti piaccia com’è) . Il risultato però è stato un polpettone catto-druidico-pagano poco ispirato e neanche tanto originale,che a me non è piaciuto per nulla. Non senza un pizzico di tristezza, a questo punto non mi resta che rassegnarmi al fatto che di quel primo episodio di Black Mirror, rimanga purtroppo solo il nome e devo mio malgrado ammettere che di questi ultimi due episodi avrei fatto volentieri a meno.
Consigliato solo ai fan sfegatati della saga o dell'horror adolescenziale, tutti gli altri potrebbero semplicemente farne a meno o sfruttare qualche offerta a prezzo stracciato per soddisfare la propria curiosità.
Voto finale 6 stelle
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