RECENSIONE:
ART OF MURDER
CACCIA AL BURATTINAIO
ART OF MURDER
CACCIA AL BURATTINAIO
26/06/2009: questa è la data dell’uscita dell’attesissimo seguito dell’avventura grafica Art of Murder – FBI: la Crudele Arte dell’Omicidio, il cui titolo, come potete vedere voi stessi è Art of Murder – Caccia al Burattinaio. Ma chi è questo Burattinaio? E perché dobbiamo dargli la caccia? E’ presto detto…
Trama
La storia inizia a New Orleans il giorno 3 agosto nell’anno 2007. E’ notte e dei poliziotti armati stanno facendo un’irruzione all’interno di un hangar che sembra abbandonato. Una volta dentro gli agenti si ritroveranno davanti ai proprio occhi una scena raccapricciante e che lascia ben poco all’immaginazione: sangue dappertutto, una bambola di legno in terra e il corpo di un uomo assassinato appeso al soffitto come un burattino…
Parigi, 2008
Nicole Bonnet, agente esperta dell’FBI, è stata incaricata di investigare su una serie di efferati omicidi in cui tutte le vittime vengono svuotate del proprio sangue, viene recisa loro l’arteria poplitea e vengono trovate con dei ganci infilati dietro la schiena e posizionate come delle marionette.
In più, nei loro corpi, vengono trovate sostanze tossiche e nitroglicerina. L’omicida in questione compie anche uno strano rituale: ogni volta che commette un delitto, infatti, lascia accanto alle vittime delle agghiaccianti e misteriose bambole di legno che indossano vestiti del XVIII secolo del periodo della Rivoluzione francese.
Perché l’assassino fa questo? Cosa lega gli omicidi fra loro? Nicole dovrà scoprirne il motivo viaggiando dagli Stati Uniti attraverso l’Europa, indagando, analizzando prove ed indizi e cercando di trovare un filo conduttore fra questi delitti che sembrano, apparentemente, separati fra loro.
Grafica
Anche questo secondo capitolo di Art of Murder non si discosta dal primo episodio per quanto riguarda la grafica, fiore all’occhiello di questo gioco. I fondali sono realizzati in 2D, mentre i personaggi sono in 3D. Che dire…le locazioni sono state realizzate davvero molto bene e in modo molto dettagliato e da questo punto di vista la City Interactive non sbaglia un colpo. I luoghi che visiteremo sono tantissimi e ricchi di particolari, fin dall’inizio del gioco, dove ci ritroveremo, di notte, in una stanza da ballo un po’ fatiscente e spoglia, luogo del primo delitto con cui avremo a che fare, ma che, contemporaneamente, ci mostra, attraverso le luci che provengono dalla finestra, una Parigi viva, luminosa, con la Torre Eiffel in primo piano. Un contrasto che mi è subito balzato agli occhi; siamo a Parigi, la città dell’amore per eccellenza, un luogo idilliaco e poetico, ma teatro di un efferato delitto nei confronti di una donna. Il contrasto è nettamente evidente e per nulla scontato; contrasto che si denota subito dal punto di vista grafico…la vita, rappresentata dalle luci della città e la morte, raffigurata all’interno di questa stanza tetra e buia.
Con il proseguire delle indagini ci ritroveremo, come dicevo, anche in altri posti. Visiteremo un paesino della Spagna, Marsiglia e Cuba, per poi tornare a Parigi. In Spagna sono rimasta particolarmente colpita dalla libreria dell’antiquario, davvero accurata e ricca di dettagli e dove sono stati inseriti tantissimi volumi con i titoli e l’autore: sono rimasta incantata dal fatto che i creatori del gioco ne abbiano inseriti così tanti.
A Marsiglia, invece, sono rimasta affascinata dal paesaggio, soprattutto dalle movenze del mare, delle onde…sembrava quasi che si potesse tuffare dentro! Per non parlare dei gabbiani che volano nel cielo. Fatti così bene da sembrare vivi.
Cuba è come la si vede nei film e nelle cartoline, con i suoi classici edifici in stile coloniale, le sue automobili degli anni ‘50 e i suoi caratteristici Café, tutti realizzati nei minimi particolari…ci sono perfino le immagini di Che Guevara e Fidel Castro.
Altre note grafiche di grande rilievo e apprezzamento sono date da dei dettagli che non lasciano nulla al caso, in particolar modo nella caratterizzazione di alcuni animali come, ad esempio, delle farfalle che svolazzano intorno ad una luce, un uccello che prende il volo, un gatto che si lava e salta e un topino che scorrazza in una cantina; oppure i fari di una macchina, per come la luce viene proiettata perfettamente sul terreno e, la medesima cosa, si può dire delle ombre dei personaggi o, ancora, le pale del Moulin Rouge che girano ininterrottamente. I colori sono, in generale, delicati e tenui, a volte molto accesi, ma mai fastidiosi e molto curati. Per quanto riguarda le scene filmate, queste sono molto cinematografiche e di gran livello.
I personaggi sono graficamente molto ben fatti. Nicole in primis. I suoi movimenti e la postura sono notevoli, così come le espressioni facciali, che cambiano a seconda della situazione; insomma, sembra vera per quanto è stata realizzata bene e in questo episodio si nota anche che è una donna più matura. Anche gli altri personaggi sono realizzati molto bene e in modo accurato come Nicole. Insomma, graficamente parlando la City Interactive ha fatto un ottimo lavoro a 360°.
Sonoro
Il doppiaggio e i sottotitoli sono in italiano. Identico e preciso al primo episodio della serie. Nicole ha una voce piacevole e ben calibrata per ogni situazione. Mai sopra le righe e molto professionale, come deve essere un agente dell’ FBI che sta indagando su un serial killer. A differenza del primo Art of Murder direi che Nicole, oggi, è meno ingenua e più navigata nel suo lavoro. Insomma: sa il fatto suo e non si fa mettere i piedi in testa. I sottotitoli sono stati realizzati molto bene, senza errori grammaticali.
Ci sono anche delle chicche in francese, quando, ad esempio, Nicole parla con l’ispettore e durante la conversazione egli usa parole nel suo idioma; e la stessa cosa succede con il receptionist dell’albergo parigino dove alloggia Nicole.
Anche quando Nicole si troverà in Spagna avremo modo di apprezzare queste raffinatezze linguistiche, ma in lingua spagnola. Nei sottotitoli le parole scritte in queste lingue non hanno nessun errore grammaticale, un gran bel lavoro.
Comunque, per dovere di cronaca, essendo il gioco doppiato in italiano, i sottotitoli si possono anche togliere togliendo la spunta nelle Impostazioni audio del gioco.
Il comparto sonoro è molto piacevole da ascoltare ed è integrato benissimo nell’avventura, in quanto si tratta di musiche molto sostenute e che danno, a tratti, una sensazione di ansia per il tema trattato. Del resto stiamo parlando di un gioco in cui dovremo investigare su un serial killer e neanche dei più blandi. Non mancheranno, però, anche delle piacevoli musiche spagnoleggianti e cubane, che ho trovato davvero caratteristiche e molto piacevoli da ascoltare mentre giocavo. Anche gli effetti sonori ambientali sono stati realizzati in modo molto aderente alla realtà e ben inseriti nel contesto. Un esempio? Il rumore di una macchina che parte o il rumore stesso dei passi che si sentono quando Nicole cammina o il gorgoglio di una fontana o l’infrangersi delle onde sugli scogli...e moltissimi altri.
La musica e gli effetti sonori si possono impostare nel Menù delle Impostazioni Audio e, volendo, si possono anche eliminare del tutto, cosa che sconsiglio, perché così si perde un po’ dell’atmosfera del gioco.
Interfaccia
Art of Murder – Caccia la Burattinaio è un’avventura grafica in terza persona e per giocare si usa solo il mouse. Il controllo è molto semplice. Con il tasto sinistro del mouse si fa muovere Nicole nell’area di gioco, cliccando due volte si può farla correre.
L’icona principale è a forma di mouse e Il tasto sinistro svolge la maggior parte delle azioni e, a seconda di cosa dobbiamo fare, verrà fuori una piccola icona che ci indica l’azione da fare. Quando il mouse è neutro significa che non si deve fare nulla, a parte muovere Nicole in un dato punto sullo schermo. L’icona della mano indica ‘azione’, il che sta a significare che potremo prendere o usare un dato oggetto, sia sullo schermo che nell’Inventario. L’icona a forma di fumetto significa che possiamo avere una conversazione con un altro personaggio presente nell’avventura; i dialoghi si possono velocizzare schiacciando il tasto sinistro del mouse. L’icona a forma di freccia con un cerchio indica che possiamo spostarci in un dato luogo o spostarci anche all’interno di una data stanza per avvicinarci in un punto preciso. Con il tasto destro potremo esaminare in modo più approfondito un oggetto sia quando questo si trova nell’Inventario sia quando troviamo un oggetto durante il gioco stesso e l’icona in questione è rappresentata da un occhio. Quando compare l’icona in cui compare sia la mano che l’occhio significa che potremo sia usare quel dato oggetto che averne una descrizione più approfondita. L’icona con una mano e con una doppia freccia serve per muovere un oggetto e, con il tasto destro, per ruotarlo.
L’icona a forma di lente significa che potremo avvicinarci ad un dato oggetto o luogo per poter interagire con l’ambiente che avremo davanti. L’icona a clessidra compare quando si sta svolgendo un’azione. Ad un certo punto del gioco, poi, potremo utilizzare anche una mappa per poterci spostare da un luogo all’altro. Per fare questo basterà cliccare sulla locazione prescelta e andremo là. L’inventario è a vista e si trova in basso allo schermo. Qui verranno inseriti gli oggetti raccolti durante il gioco e, sempre da qui, si potranno prendere, usare e combinare fra loro quando serve. In dotazione fin dall’inizio Nicole ha una macchina fotografica che dovremo usare spesso e che le servirà per archiviare le prove raccolte. A destra dello schermo, in basso, avremo l’agenda di Nicole, dove verranno annotati tutti i Documenti, le Conversazioni e dove troveremo anche il Diario della protagonista. Di fianco all’agenda avremo il PDA, ovvero il cellulare di Nicole, che le servirà in caso di bisogno e dal quale riceverà anche lei delle chiamate.
L’icona a forma di punto interrogativo indica le zone attive nel gioco. Infine, l’ultima icona a destra a forma di valigetta, porta al Menù di gioco, dove potremo riprendere la partita, caricare, salvare e settare a nostro piacimento le impostazioni audio e video.
Dal punto di vista del gameplay il gioco è davvero semplice ed essenziale e molto intuitivo. Si prende subito confidenza con l’intero controllo del gioco.
Enigmi
Gli enigmi sono molto intuitivi e senza troppe pretese. Si tratterà solo di raccogliere gli oggetti e, quando serve, usarli nel modo corretto o combinarli tra loro per sbloccare una data situazione. Nulla di cervellotico o complicato, anzi. Per dirla tutta ho trovato gli enigmi alquanto semplici e senza particolari difficoltà.
Un esempio? Si trova un’impronta digitale, si fa una copia e la si preleva con del semplice nastro adesivo…bisogna aprire una grata? Niente di più facile che prendere un cacciavite…E’ necessario ricomporre un documento? Basta spostare i pezzi di carta e metterli nella posizione giusta…molto, ma molto facile…e, sinceramente, anche già visto e rivisto! L’uso della macchina fotografica è fondamentale, ma anche questo risulterà molto intuitivo e scontato, anche perché, se non si fa la foto ad una prova, non si prosegue nel gioco. La linearità del gioco la fa da padrone, come era successo nel primo capitolo. Nicole, infatti, non prenderà un oggetto se non le serve e lo dirà apertamente; mentre, quando una situazione lo richiederà, potremo tornare in un dato punto e prendere quell’oggetto quando prima non potevamo. Il succo è: se non si fa qualcosa non si va avanti.
Per ultimo c’è da dire che in alcuni casi avremo a che fare con degli enigmi a tempo.
In questi casi comparirà un orologio sullo schermo in alto a sinistra che ci farà capire che il tempo stringe, perché altrimenti potremmo ritrovarci in una brutta situazione o ricominciare tutto daccapo.
Nota Importante riguardo agli enigmi
C’è da dire che non so se la dinamica degli enigmi o, almeno, di alcuni di essi, sia sempre la stessa. Mi spiego meglio: nel primo capitolo si era notato che gli enigmi erano a random, ciò significa che la loro risoluzione non era sempre la stessa, ma poteva avvenire in modo diverso…un numero di telefono, schiacciare degli interruttori in una data sequenza…ecc. ecc. questo per dire che anche in questo capitolo potrebbe essere così, ma non posso dirlo, finché un altro giocatore non mi darà ragione. Quindi aspetto commenti riguardo a questa parte del gioco, perché mi incuriosisce molto.
In conclusione posso dire che questo capitolo è abbastanza coinvolgente, tanto quanto il primo Art of Murder, da cui non si discosta molto per la dinamica e lo svolgimento del gioco in sé. Vuoi perché non è più una novità, vuoi perché il tema trattato si è già visto ed affrontato migliaia di volte, ad alcuni potrà sembrare di giocare a qualcosa di, appunto, già visto e rivisto. Personalmente mi aspettavo qualcosa del genere e devo dire che mi è piaciuto molto giocarci, anche perché non ci si annoia mai. Più meno, la durata di questa avventura grafica, si aggira tra le 15 e le 20 ore. Insomma, in sostanza, io lo consiglio e comunque, il prezzo di vendita, uno dei più bassi per un’avventura grafica nuova di zecca, aiuta all’acquisto.
NOTA SIMPATICA - Durante l’avventura avremo modo di fare la breve conoscenza di Sylvie Leroux, ovvero la protagonista di un’altra avventura grafica della City Interactive: Chronicles of Mystery – Il Rituale dello Scorpione, che a sua volta, nella sua avventura, aveva avuto modo di vedere un cartello che pubblicizzava proprio Art of Murder 2 e di cui metto l’immagine che salvai quando la vidi nel gioco! (Sapevo che mi sarebbe tornata utile!)
Voto 80%
Per la scheda completa del gioco vai a: Art of Murder - Caccia al Burattinaio
REQUISITI DI SISTEMA:
- Windows XP/Vista, DirectX 9.0;
- Processore 1 Ghz (Dual Core 1.6 Ghz), 512 MB RAM
- Scheda Video Nvidia Geforce o Ati radon
64 MB RAM compatibile con le DirectX 9
- 4 GB di spazio su disco fisso
- DVD-ROM, mouse, tastiera, scheda video compatibile con le DirectX 9
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etta sicuramente dopo aver giocato al primo episodio non mi farò mancare nemmeno questo... 


































