RECENSIONE:
CULPA INNATA
Culpa Innata, sviluppato dalla Momentum Dmt, si svolge in un universo distante dal nostro, ma forse nemmeno troppo. Dopo decenni di caos assoluto, il mondo ha finalmente trovato una stabilita', da quando e' stata istituita la World Union nel 2025.
In pratica tutti gli stati (ad eccezione di alcuni casi, come Russia, India o Cina...denominati: Stati Dissidenti) vivono insieme in totale armonia. Il gioco e' ambientato qualche anno dopo: siamo nel 2047. Tutto sembra sempre cosi' idilliaco, tutti hanno un lavoro, non ci sono malattie e l'ultimo omicidio risale a 15 anni fa'. Un mondo perfetto, no? No! Ogni cittadino e' diventato estremamente individualista, pensa a se stesso e non alla comunita', e possiede dei crediti, che rappresentano la sua evoluzione nella piramide sociale del paese. Questo particolare ci ricorda alcune opere del passato, come Il Nuovo Mondo di Huxley, o film come Demoliton Man o Strange Days. La gente non conosce la violenza, mangia prodotti artificiali senza problemi, ma...sente attorno a se anche tanta negativita'.
Nel gioco ci muoviamo nei panni di Phoenix Wallis, un ufficiale di pace del Global Peace and Security Network! Il suo compito principale e' quello di interrogare i candidati all'immigrazione dagli stati fuori dalla confederazione, per vedere se hanno i requisiti per entrare nel World Union!
Ma all'improvviso si vedra' accollare un compito che di certo non pensava: quello di un omicidio.
Un certo signor Bogdanov, immigrato di origine russa, e' stato ammazzato mentre era tornato nel suo paese d'origine, per ragioni sconosciute. Parallelamente, questo omicidio coincide con la morte di uno stimato professore di Adrianopolis, citta' ai confini tra l'Unione e la Russia. Phoenix condurra' la sua indagine per le vie di Adrianopolis, una citta' apparentemente perfetta costruita intorno a una piramide luminosa, alla ricerca della verita'.
I dialoghi sono una parte fondamentale del gioco: dovendo compiere un'indagine di omicidio e' normale che dovrete andare in giro a fare domande e interrogatori alle persone vicine alla vittima. Le persone da nterrogare sono tantissime, e il bello (o il brutto) e' che le domande sono limitate, e che se non riuscirete a fare quelle giuste, dovrete ritornare dall'individuo interrogato, solo il giorno dopo. Eh si, perche' due volte nello stesso giorno, non si puo'. E man mano che andrete avanti e progredirete nel gioco comincierete a capire che nella World Union non tutto e' come sembra, e che questo mondo dorato....forse cosi' perfetto non e'! E capirete che le vostre convinzioni, forse e' il caso di rivederle, perche' scoprirete parecchie cose di cui non eravate minimamente a conoscenza e che mineranno il vostro stato interiore. La trama insomma la fa' da padrona e vi assorbera' lentamente. Si rimane rapiti dalla situazione che vige nel gioco, e inevitabilmente vorrete arrivare prima possibile alla conclusione dell'avventura: e questo e' un indubbio pregio!
Il gioco si presenta come un gioco d'avventura in terza persona, con caratteristiche di avventura grafica, ma poco convenzionale. Tutti gli ambienti e i personaggi sono in 3d e sono esplorabili a 360 gradi: una tecnica a cui raramente siamo abituati per il nostro genere preferito.
Gli ambienti e i personaggi, tutti con risoluzione bloccata su 1024x768, purtroppo non rappresentano l'aspetto meglio riuscito del gioco, visto che risultano un po' bruttini alla vista. E' vero che si tratta di un gioco che e' cresciuto con un budget molto piccolo, pero'...era lecito attendersi una realizzazione migliore a sostenere questo grande e innovativo universo. Le ambientazioni sono al minimo sindacale dei particolari, tutte abbastanza pacchiane e con texture davvero al di sotto della media. Non parliamo poi delle animazioni facciali dei personaggi, che sono alquanto inespressive e risultano molto deludenti. Il lavoro sui visi e' molto realistico e le texture usate sono molto buone, ma poco importa se poi queste appaiono troppo rigide e non rappresentano i veri stati d'animo del momento, se sembrano dei manichini....siamo purtroppo lontani da una sufficienza, almeno dal punto di vista grafico. Sembra che questo titolo sia stato concepito molti anni prima, e che sia uscito con troppo tempo di ritardo...
I movimenti poi non risultano essere il massimo del realismo: abbiamo visto decisamente di peggio, e non mi pare giusto infierire ancora...diciamo che si intonano col resto della grafica.
Le cutscenes non sono nulla di particolare pure loro perche', sfruttando il motore di gioco, godono dello stesso difetto generale della grafica: una scarsita' qualitativa generale che non ammette discussione!
Passiamo al comparto audio: la colonna sonora e' composta da musiche di buona fattura anche se alla lunga ripetitive, che si alternano ai rumori ambientali.
Il doppiaggio, in italiano, una volta tanto fa' venire la voglia di sentire un doppiaggio estero, che infatti nella versione inglese era discreto!! Eh si, perche' le voci dei personaggi del gioco sono interpretate in maniera davvero funesta, quasi ai livelli di The Moment Of Silence. Anche se questo aspetto non vale per tutti i personaggi presenti nel gioco. La protagonista Phoenix Wallis, così come il suo Capo Dagmar Morssen, hanno, infatti, un doppiaggio che è stato realizzato molto bene. Ma queste sono eccezioni. Quindi direi pollice decisamente giu' su quest'altro aspetto del gioco. Sono presenti pure dei sottotitoli, che pero' potete vedere solo nelle cutscenes e mai nel corso del resto del gioco. Una cosa davvero bizzarra.
Ma torniamo al gameplay, uno degli aspetti piu' importanti di un gioco. Uno dei punti di forza di Culpa Innata e' che lascia grande liberta' al giocatore. Si puo' scorazzare dove si vuole, per Adrianopolis. O meglio, nelle zone che si sono sbloccate giocando, e che riuscirete a rendere esplorabili grazie ai vostri interrogatori coi personaggi del gioco. Infatti di domande ne andrete facendo parecchie. I dialoghi lasciano molte alternative, e occorrera' incontrare i personaggi piu' volte, di persona, per apprendere tutto cio' che hanno da dirvi. La sera poi, se volete, potete andare a casa a dormire o uscire con gli amici. Durante il giorno potrete andare nel vostro ufficio, per ispezionare i vostri indizi raccolti sul vostro computer. Quindi e' una citta' da perlustrare liberamente: l'eroina puo' andare in giro, andare al lavoro come andarsene a casa sua, come nella vita reale...molto bello!
Fondamentale nel gioco è l'uso del PA, ovvero il vostro Personal Assistant, che è utilissimo per andare avanti nel gioco, in quanto bisogna consultarlo spessissimo: uno strumento di cui non potrete fare a meno. Qui, infatti, troverete le locazioni in cui potrete muovervi e, per farlo, basta cliccare sopra il luogo desiderato per andarci. Una volta che si finisce davvero con una locazione, questa cambierà colore diventando inaccessibile. E' una cosa che ho trovato di grande aiuto, perchè così si sapeva che non era più di nessuna utilità andarci, rendendo l'indagine più snella ed evitando a noi videogiocatori di girare a vuoto.
Ovviamente l'indagine contiene il suo numero di rompicapo da risolvere, e mi pare normale! Si puo' trattare di codici da dovere decriptare o di circuti stampati da collegare correttamente, ma non vi troverete mai davanti a nulla di particolarmente ostico. Gli enigmi sono abbastanza facili ma ben concepiti e ben incastrati nella storia, anche se l'enigma principale e' quello legato ai dialoghi.
La longevita' e' buona, diciamo lunga, decisamente superiore alla media. Diciamo che una ventina di ore potrete passarle giocando con Culpa Innata. Alcuni elementi della trama potrebbero poi cambiare in base ad alcune scelte o ad alcune risposte nei tantissimi dialoghi. Se rigiocaste il titolo quindi potreste scoprire altre sfaccettature di cui ignoravate l'esistenza: bella cosa!!
Culpa Innata e' in definitiva una buona avventura, che fa' della trama e della sua liberta' di esplorazione i suoi punti di forza. La storia, e il contesto in cui prende posto, sono qualita' indubbie. Peccato pero' per un reparto tecnico (grafica e sonoro) di certo deludenti, ed e' un peccato. Tuttavia, se siete pronti a soprassedere su questo (e non e' comunque facile) sarete probabilmente affascinati e infine incantati da questo universo, cosi' lontano dal nostro ma anche dannatamente possibile e realistico. E forse e' anche questo che affascina: la possibilita' che un giorno lontano, tutto questo sia possibile veramente...
Culpa Innata e' l'esempio vivente del gioco che avrebbe potuto essere un MUST se fosse stato affidato alle mani di un team piu' esperto e con piu' fondi. Con il suo seguito in programmazione, non ci rimane che augurarci che i difetti di questo prequel vengano diligentemente eliminati...
Occasione sprecata!
Voto: 75%
Requisiti minimi:
Windows 2000/XP/Vista
Processore 800 Mhz
512 MB RAM
3.5 GB su disco
Per la scheda completa del gioco vai a: Culpa Innata
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