Pro:
- atmosfera “da paura”
- un bel comparto enigmi
- trama appassionante
- buona longevità
Contro:
- interfaccia troppo amatoriale
- musiche poco originali
- poche opzioni audio/video
Se siete amanti di Jonathan Boakes, o se perlomeno lo avete sentito nominare, saprete già che la serie di Dark Fall è arrivata oggi alla sua conclusione con il terzo capitolo, Dark Fall: Lost Souls (DFLS d'ora in poi). Parlo di serie, anche se però è doveroso sottolineare che le tre storie sono completamente slegate le une dalle altre e che quindi non dovete avere giocato i capitoli in ordine oppure potete anche non avere giocato affatto i primi due se volete approcciarvi a quest'ultimo!
L'unica cosa che ritorna stavolta è l'ambientazione, cioè la terrificante stazione dei treni di Dowerton con annesso l'agghiacciante Station Hotel che nel primo capitolo ci aveva già fatto prendere del begli spaventi...le similitudini tuttavia si fermano qui. Sia la stazione che l'albergo col tempo sono cambiati e sembrano essere in disuso da almeno 50 anni, tutto è in disfacimento e abbandonato, i muri sono crepati, i pavimenti sporchi, carte e mobili sono affastellati da tutte le parti senza ordine e l'atmosfera è terribilmente decadente e malsana.
Trama:
Siamo nel 2009 e il protagonista è un ispettore di polizia che cinque anni prima aveva indagato sulla scomparsa di una ragazzina di 10 anni, Amy Haven, che dopo essere uscita da scuola non era stata più vista da nessuno. I sospetti erano caduti sul giardiniere della scuola, un tizio oscuro soprannominato Mr Bones, ma alla fine il corpo della bambina non era mai stato ritrovato, come neppure delle prove veramente schiaccianti su questo Mr Bones.
Dopo cinque anni l'Ispettore, non sappiamo né come né perché, si ritrova all'improvviso nei luoghi in cui lo aveva portato l'indagine, cioè la stazione e l'albergo di Dowerton, alla ricerca per l'ultima volta della piccola Amy.
Un misterioso personaggio ci invia dei messaggi sul cellulare per darci delle piste da seguire e, se vorremo mettere fine a questo incubo di cui siamo diventati protagonisti, dovremo dargli retta e infilarci nei posti più bui, disgustosi e inquietanti che mai avremmo voluto visitare. Piano piano la storia si dipanerà e sarà chiaro come Amy e questo misterioso personaggio vogliano guidarci a loro modo. Oltre a cercare affannosamente la bambina, che vi assicuro non essere esattamente una docile fanciulla di 10 anni - infatti quando ancora andava a scuola a quanto pare era ben più interessata alle messe nere che ai compiti di matematica! - il nostro coraggioso Ispettore si troverà a fronteggiare numerosi spettri senza pace che vivono nell'albergo e che, ovviamente, hanno alle spalle delle storie di dolore e frustrazione che li tengono imprigionati. L'ispettore cercherà in ogni modo di aiutarli, ma non tutti saranno ben disposti con lui, quindi dovremo fare bene attenzione a come ci muoviamo e a chi rivolgiamo la parola se non vogliamo essere aggrediti. Vi starete chiedendo se si può morire in questo gioco. Beh, in sostanza sì, può succedere, anche se poi non dovremo riprendere da save precedenti col rischio di ripetere lunghe parti di gioco, semplicemente il nostro protagonista si “risveglierà” giusto il momento prima dell'errore, dandoci così modo di non ripeterlo.
Insomma come trama è estremamente corposa e, anche se non incontreremo mai nessun personaggio in carne e ossa, avremo modo di interagire con svariati esseri più o meno disgustosi, a volte si faranno dei notevoli balzi sulla sedia (sconsiglio vivamente di usare le sedie con le rotelline
Meno chiara risulta invece la storia personale dell'ispettore, di cui sappiamo unicamente che è ossessionato dal non aver mai ritrovato la bambina, e purtroppo alla fine restano dei punti oscuri che temo mai verranno chiariti, dato che questo è l'ultimo Dark Fall di Boakes. Non fraintendetemi, il finale c'è e lo si capisce, però per le menti più curiose lascia sicuramente qualche dubbio.
Grafica:
Graficamente Dark Fall LS fa il suo dovere senza però farci restare estasiati, probabilmente anche a causa di un engine grafico che non concede moltissime possibilità. Le schermate sono tutte in 3D e, nonostante i posti da visitare possano sembrare pochi all'inizio (la stazione e l'hotel), in realtà avremo molto da esplorare tra esterni, corridoi, sale d'attesa, biglietterie, sale da pranzo e stanze dell'albergo. Contate infatti che solo l'albergo si snoda su tre piani, ogni piano ha 6 stanze e noi potremo visitarle quasi tutte. Sia gli esterni che gli interni sono disegnati con cura e si vede l'attenzione quasi maniacale di Boakes per i particolari che ci faranno sentire davvero come se ci trovassimo in una desolata stazione in disuso o in un fatiscente albergo che ha visto lo splendore troppi anni prima. Una grafica quindi non di grido, non tipica degli ultimi spettacolari videogames, ma che riesce comunque a regalarci un'atmosfera spettrale e malsana al punto giusto. Vi sfido infatti a non sentirvi correre i brividi sulla schiena in stanze semibuie scarabocchiate di strani disegni a forma di occhi, in corridoi "gradevolmente" decorati con filo spinato, di fronte a porte chiazzate di sangue o pareti su cui sono conficcate siringhe e forbici, dentro a polverosi bagni e a sale da pranzo in cui i commensali sono dei manichini! Già...i manichini! Preparatevi a scambiarli spesso per persone in carne e ossa a solo 2 passi da voi.
Sonoro:
Dal punto di vista del sonoro non grido proprio al miracolo, infatti, nonostante ci siano numerose musiche malinconiche e inquietanti al punto giusto, mi sono resa conto che Boakes ha usato suoni e musiche che avevo già sentito in The Lost Crown! Ad esempio, quando l'ispettore ha dei flashback e rivive le storie di altre persone parte sempre una triste melodia di violini che sono sicura di aver sentito spesso anche in The Lost Crown. E così anche alcuni rumori di sottofondo sono gli stessi. Ora, va bene che vale il discorso che ciò che funziona non si cambia, però mi ha fatto uno strano senso di dèjà-vu risentire musiche uguali e un po' mi ha fatto perdere il gusto della tensione tipica dei giochi di paura. Certo, chi non ha mai giocato a The Lost Crown non se ne accorgerà e non gliene importerà nulla, però a me sarebbe piaciuto sentire qualcosa di totalmente nuovo! Sembra che invece Boakes abbia messo una firma: non ci si sbaglia, il gioco è proprio suo.
E ora una notizia che allieterà i più: Dark Fall Lost Souls è completamente doppiato in italiano! Ho avuto modo di giocare sia alla versione inglese che a quella italiana e devo dire che come qualità di doppiaggio siamo sullo stesso livello: una discreta recitazione, a volte dal tono un po' falsato, come ad esempio la voce della bambina che si capisce chiaramente essere fatta da un'adulta, però tutto sommato più che accettabile.
Enigmi:
Ma veniamo ora a uno degli aspetti più interessanti di DFLS, gli enigmi! Boakes ha sicuramente una bella fantasia e lo dimostra ampiamente in questo gioco. I suoi enigmi sono ciò che di più vario si possa incontrare, si possono infatti basare sulla
e sull'uso di informazioni, sull'osservazione o sulla logica. I puzzles sono ben ideati e non sono mai troppo facili da risolvere, sono impegnativi, ma senza essere pazzescamente assurdi e in particolar modo vi consiglio di munirvi di un bel blocco degli appunti quando giocate a questo Dark Fall perché gli indizi sono sparsi per tutti gli ambienti, possono essere scritte sui muri, sui volantini o su dei libri veri e propri. Ci sarà di che divertirsi riparando impianti elettrici fatiscenti, aprire porte chiuse a chiave, identificare costellazioni su un telescopio, imparare a memoria parti da teatro, dare risposte giuste al momento giusto, associare simboli, ricombinare fogli strappati e via dicendo! Ma quello su cui mi raccomando di più è leggere tutto quello che trovate, prendere appunti e frugare in ogni angolo, perché le soluzioni agli enigmi ci sono, sono logiche, ma sono sparse un po' ovunque.
Interfaccia e sistema di controllo:
Il nostro personaggio lo controlliamo in prima persona e non lo vediamo mai, così l'immedesimazione sarà completa e ci sembrerà veramente di essere dentro al gioco. La visuale è a schermate fisse che si possono cambiare con l'aiuto del mouse, cliccando a destra, sinistra, alto o basso. Il nostro cursore ha la forma di una mano che cambia forma a seconda dell'azione che si vuole compiere: un dito puntato per le direzioni e una mano aperta per interagire con oggetti e porte. Segnalo inoltre che a volte si dovrà usare il mouse come fosse davvero una parte del nostro corpo, infatti per spostare certe lastre più pesanti o oggetti incastrati si deve tenere premuto il tasto sinistro del mouse e tirare verso destra o sinistra finché non avremo sbloccato quello che ci interessa. Non è niente di difficile e inoltre apporta un tocco di realismo in più che non guasta mai.
Sulla sinistra dello schermo avremo un cellulare, che quando non viene usato scompare quasi completamente e che presenta varie funzioni utili:
ricevere i messaggi del misterioso personaggio che ci guida
usare la torcia per illuminare gli spazi più bui
caricare, salvare e uscire dal gioco
E le opzioni finiscono qui. Come al solito. Mi ha lasciato un po' perplessa vedere che fra le opzioni possibili infatti ci sia solo la possibilità di scegliere se avere i sottotitoli e se giocare l'avventura in modalità facile/difficile. Non c'è possibilità di regolare i volumi di voci, suoni e musica e nessuna impostazione per la risoluzione grafica.
L'interfaccia tutto sommato è un po' troppo amatoriale, che poi è la critica che già è stata mossa ai precedenti giochi di Boakes. Ogni volta che ci si trova in un nuovo ambiente dover cliccare su e giù per far inclinare l'inquadratura è fastidioso e fa perdere in realismo, inoltre non capisco come sia possibile che spesso, per passare da un ambiente a un altro, bisogni aspettare vari secondi al buio aspettando che lo scenario si carichi. E' una noia, fa calare la tensione e soprattutto non è giustificabile in un gioco che come dimensioni pesa poco e che sfrutta una grafica non particolarmente elaborata.
Conclusioni...
Dark Fall: Lost Souls è un gioco che, una volta tirate le conclusioni, non posso non consigliare. Dai primi due Dark Fall Boakes è nettamente migliorato, ha costruito infatti una storia sempre paurosa e accattivante, tuttavia adesso più lineare e meno confusionaria dei primi due capitoli. Dal punto di vista della trama e dell'immedesimazione coi personaggi, ho trovato più originale e interessante The Lost Crown, ed erano stati proprio questi aspetti a farmi chiudere un occhio sui suoi difetti.
Penso anche però che chi aveva trovato The Lost Crown troppo verboso e lento, gradirà sicuramente di più questo nuovo titolo. Dark Fall: Lost Souls è una più che buona avventura, perfetta per chi ama una bella storia, un'atmosfera da brivido e svariati colpi al cuore!
Vi sentite pronti a entrare nello Station Hotel?
VOTO: 83/100
REQUISITI MINIMI:
- Windows® XP/Vista™
- Intel® Pentium® IV o AMD® equivalente
- 512 MB RAM (1 GB Raccomandati per Windows® Vista™)
- Scheda video 128 MB DirectX® 9.0c compatibile
- Hard Disk: 1.5 Gb
- Scheda Audio DirectX® 9.0c compatibile
Per la scheda completa del gioco vai a: Dark Fall - Lost Souls
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Però deve essere bello...83 come voto non è niente male 

Ciao MAND





































