Pro:
- qualche idea interessante
- enigmi non frustranti
- belle ambientazioni
Contro:
- trama infarcita di stereotipi mal sviluppati
- longevità ridicola
- grafica traballante
- assenza di doppiaggio
Dai Cateia Games è arrivata una nuova avventura...non abbiamo neanche avuto il tempo di avere la notizia che Hotel era già in vendita online! I Cateia Games sono i creatori di The Legend of Crystal Valley, rilassante avventura fantasy non esente da difetti, ma comunque abbastanza godibile. Ora ci riprovano con Hotel, gioco sempre a sfondo fantasy, anche se stavolta più investigativo. Avranno fatto passi avanti rispetto alla loro precedente avventura?
Una trama-minestrone:
Il gioco si apre con un filmato in un magnifico resort caraibico. Una ragazza sta prendendo il sole quando le arriva una telefonata urgente dal suo capo. Facciamo così la prima conoscenza con Bridget “Biggi” Brightstone, detective specializzata in “casi particolari”. Neanche a dirlo, la ragazza non avrà tempo neanche di abbronzarsi un po' - infatti è di un colore quasi spettrale – che deve urgentemente recarsi in Francia per risolvere il mistero della sparizione di una collana. Una volta in Francia, Biggi dovrà cominciare la sua investigazione da un antichissimo castello, adibito ora a lussuoso hotel, il Bellevue Hotel, risalente addirittura all'epoca dei Templari. La ricerca della collana si rivelerà ben presto essere il pretesto per una ricerca ben più grande, infatti già dalla prima notte Biggi comincerà a vedere aggirarsi per il castello delle strane presenze...fantasmi? Pare proprio di sì! E sembra anche che questi spiriti stiano tentando di indirizzarla verso una verità nascosta, ma terribile. Non voglio svelarvi molto altro, però vi anticipo che questo gioco rispolvera tanti argomenti già visti e sentiti molte volte...sette segrete, spettri, cattivi che vogliono distruggere il mondo e via dicendo.
Come trama non è delle più originali, inoltre tira fuori decine di argomenti senza mai svilupparne per bene neanche uno: avremo a che fare con una setta segreta dalle antichissime origini, il santo graal, l'antico Egitto e il suo culto dei morti, Cleopatra, Marco Antonio e Re Artù... mancavano giusto gli alieni e avrei proposto i Cateia Games per il guinness dei primati degli stereotipi!
Insomma, Hotel cade nel terribile difetto di voler affrontare troppi misteri e poi non riuscire a concluderne degnamente neanche uno. Peccato perché chiaramente a questi creatori di videogiochi croati le idee non mancano, infatti giocando Hotel comunque non ci si annoia troppo, si affrontano tanti enigmi, si scovano passaggi segreti, si sorride anche a qualche battuta della nostra bisbetica protagonista, però questo non basta a rendere il gioco veramente valido.
Enigmi:
Vi dicevo che si affrontano molti enigmi, che via via che si va avanti col gioco aumentano sia in numero che in difficoltà. Se infatti nella prima ora di gioco sembra di dover solo raccogliere e utilizzare oggetti, subito dopo si cominciano ad affrontare delle vere prove di logica e intelligenza abbastanza ben inserite nel contesto del gioco. Dovremo aprire passaggi segreti, svelare antichi meccanismi egiziani, aprire tombe, ricomporre fogli strappati e via dicendo...nessun enigma che io possa definire originale, si tratta infatti di tipologie già viste molte altre volte, però garantiscono comunque una buona dose di divertimento e poca frustrazione.
Tuttavia Hotel è molto, troppo, lineare, quindi per i giocatori con più esperienza sarà una passeggiata andare avanti nell'avventura, non tanto per gli enigmi, ma proprio perché si capisce molto facilmente che mosse fare, il gioco ci guida tranquillamente senza che noi restiamo bloccati a chiederci come proseguire. Quindi, se amate le vere sfide, forse Hotel non vi soddisferà più di tanto.
In The Legend of Crystal Valley avevo riscontrato una certa monotonia, in particolare nei troppi via vai tra un luogo e l'altro e anche nei dialoghi troppo lenti. In Hotel il problema dei dialoghi direi che è stato risolto, non sono mai infatti troppo lunghi o ridondanti, mentre invece a volte ho trovato inutili certi spostamenti da una ambientazione all'altra, alla ricerca di oggetti o magari per scambiare qualche linea di dialogo con un personaggio. L'impressione è che siano stati messi “ad arte” per allungare di qualche minuto la trama, anche se in realtà la appesantiscono soltanto.
La longevità di Hotel si attesta sulle 5-6 ore per un avventuriero smaliziato, ma non credo che un principiante ce ne metta comunque molte di più. Certo, il prezzo di questa versione “base” è estremamente conveniente ed onesto (circa 7€), però davvero a me Hotel è sembrato un po' troppo corto e tirato via. La Collector's Edition costerà circa 10 euro in più rispetto a questa versione e includerà alcuni bonus, tipo una guida, delle musiche e dei wallpapers, ma in tutta onestà non mi sembra un grande affare.
La fiera dello stereotipo:
I personaggi che si incontrano non sono particolarmente degni di nota, sono infatti stereotipati e prevedibili come non mai: c'è la persona cattiva che fin dal primo momento che la si conosce si capisce essere nostra nemica, c'è il viscido, il debole e, non ultima, la nostra protagonista che, nonostante il nome pomposo, non brilla particolarmente. Resta ovviamente il personaggio meglio sviluppato, tuttavia quando si arriva alla fine del gioco ci si rende conto che non ci è stato spiegato assolutamente nulla su di lei o sulla sua vita. Addirittura a un certo punto si fa un accenno al suo passato e a una vicenda che l'ha segnata nel profondo, salvo poi dimenticarsene e non svelare mai al trasognato giocatore il mistero. Una svista o una scusa per un eventuale seguito con la stessa protagonista? Probabilmente l'ipotesi giusta è la seconda e i Cateia speravano di creare una nuova eroina dall'enigmatico passato, ma in realtà non hanno fatto altro che lasciarmi perplessa.
Grafica:
Dal punto di vista grafico, se avete giocato a The Legend of Crystal Valley non aspettatevi enormi novità, infatti Biggi somiglia terribilmente alla protagonista del precedente gioco: stessa corporatura, stesso pallore, stessa schiena ad “arco di Robin Hood”, stesse movenze. Tutti i personaggi sono disegnati in un discreto 3D, tuttavia non mostrano alcuna espressività nel viso e ripetono costantemente gli stessi movimenti, mancando in questo modo di un minimo di naturalezza. Le ambientazioni sono già più curate e ricche di particolari, gli interni del castello e gli esterni di un villaggio abbandonato che avremo modo di visitare sono realistici e anche piuttosto suggestivi, inoltre avremo modo di vederli sia con la luce del giorno che quella più romantica della sera. Gli ambienti non hanno molti hotspots da esaminare, però sono ugualmente particolareggiati e gradevoli, anche se estremamente statici. Un ulteriore difetto è che i personaggi non sembrano integrarsi benissimo con gli ambienti, risultando così come appiccicati sopra.
Sonoro:
Non ho ancora fatto accenno al sonoro, ma vi dico già da subito che in questa versione inglese manca completamente il doppiaggio ed abbiamo solo i sottotitoli. La cosa più assurda è però che nel filmato iniziale di apertura al gioco le voci ci sono e non sono neanche male, peccato però che appena comincia davvero l'avventura spariscono per non tornare più! Non è niente di troppo grave, però unito al fatto che le animazioni dei personaggi già non sono granché rende il tutto un po' triste.
Le musiche sono discrete, conferiscono infatti la giusta atmosfera fantasy-misteriosa, anche se sono piuttosto ripetitive, e comunque devo confessare che non mi sono rimaste impresse più di tanto, inoltre ci sono anche dei momenti di assoluto silenzio, senza neanche qualche effetto sonoro, che non è che siano troppo gradevoli.
Come ci si muove dentro Hotel:
Hotel è una classica avventura punta e clicca in cui si può fare tutto con il mouse, anche se è possibile aiutarsi con la tastiera. Infatti se, ad esempio, si vuol far camminare Biggi più veloce basta tenere premuta la barra spaziatrice e lei accelererà. Col doppio click si può passare da una schermata all'altra oppure esaminare più a fondo gli oggetti nell'inventario.
Nella parte bassa dello schermo a destra resta sempre visibile un piccolo menù su cui si può cliccare per uscire dal gioco, accedere all'inventario, usare il tasto “Hint” che evidenza gli hotspots e il tasto “Help” per accedere a una piccola guida dei tasti funzionali della tastiera.
Il cursore del mouse quando passa sui punti sensibili cambia automaticamente forma e può diventare una lente d'ingrandimento per esaminare o una mano per interagire. Fate attenzione perché a volte capita che la prima volta che si vede un oggetto sia possibile solo esaminarlo, mentre più avanti nel gioco, quando se ne ha bisogno, allora si attiva anche la funzione per usarlo. Per il resto, come ormai siamo abituati nelle avventure grafiche, la protagonista si infila in tasca qualsiasi oggetto di qualsiasi dimensione, si va dal cellulare a un carrello, da delle palline a una enorme scala a pioli, da piccole chiavi a una spada medievale...il resto lo lascio alla vostra immaginazione.
In conclusione...
Concludendo, se The Legend of Crystal Valley era comunque una piacevole avventura, lo stesso non posso dire di Hotel che è tirato via, brevissimo, troppo lineare e infarcito di stereotipi tipici da avventura, di cui nessuno sviluppato a dovere. Vi consiglio di giocarlo solo se proprio follemente innamorati del genere fantasy oppure se siete in crisi di astinenza da vere AG e volete distrarvi con un breve passatempo, gradevole, ma nulla più.
Voto: 65/100
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se hai di meglio sotto mano, o da recuperare vecchie avventure, lascia perdere questa.


) non sono riuscita a dargli di più, anche se comunque gli ho dato più della sufficienza, quindi tutto da buttare non è! 

































