RECENSIONE: JULIA Innocent Eyes - Parole non dette [ep.1]
"E adesso?", è quello che il sottoscritto si è detto alla fine del gioco, con uno sguardo un tantino perplesso. Tuttavia, il perchè ve lo dirò solamente nel commento finale, che mai come in questo caso è importante leggere, per capire se il nuovo prodotto di Artematica vale la pena di essere acquistato.
Cominciamo con qualche cenno su Julia, l'eroina di questa avventura che inizialmente si proponeva come gioco unico, e che adesso invece è diventata una trilogia. Julia Kendall è il personaggio di un fumetto, chiamato per l'appunto "Julia, le avventure di una criminologa", creato da Giancarlo Berardi, ed edito dalla Sergio Bonelli Editore. Il volto di Julia è chiaramente ispirato a quello dell'attrice Audrey Hepburn. Il fumetto nasce nel 1998, e vede presenti anche altri personaggi ispirati a volti noti del cinema, come: Whoopy Goldberg, John Malcovich, John Goodman o Morgan Freeman. Le storie di Julia si svolgono nell'immaginaria città di Garden City, dove la protagonista insegna all'università. Nonostante il suo lavoro da insegnante però, Julia viene spesso coinvolta in indagini del dipartimento di Polizia, dove investigherà a stretto contatto col tenente Alan Webb. Grazie alla sua esperienza come criminologa, Julia verrà interpellata su casi molto complicati, e spesso e volentieri anche rischiosi.
E proprio su un caso scottante, Julia dovrà districarsi in "Innocent Eyes".
Dalila Howard, figlia del giudice Howard, viene trovata assassinata nel garage di casa sua. Era la notte di Halloween. A trovare il corpo sono proprio i suoi genitori che, non sentendola al telefono da tre giorni, rientrano prima dalla loro vacanza e fanno la scoperta. Un'orribile scoperta: la figlia giace per terra, in una pozza di sangue. Nell'introduzione filmata del gioco possiamo già "ammirare" il suo killer, un uomo vestito da Pierrot, un ottimo travestimento da sfruttare in una notte come quella.
Il tenente Webb e Julia dovranno quindi unire le loro forze per riuscire a rintracciare l'assassino.
Inizialmente sembra che il sospettato principale – e perfetto - possa essere Goodman, un potente uomo d’affari che ha avuto delle noie recentemente con il giudice: la morte della figlia potrebbe essere stato un atto di ritorsione nei confronti del padre. Ma sarà veramente tutto così scontato? No, perchè ci saranno anche altri possibili indiziati. Ad ogni modo mi voglio sbilanciare, facendo una previsione: secondo me ancora non è possibile capire chi sia il vero assassino, ci sono troppe cose da scoprire, pochi elementi, e se davvero fosse Goodman il killer, la delusione sarebbe tantissima. Vedremo se mi sarò sbagliato...
Sulla trama c'è poco altro da aggiungere, anche perchè effettivamente null'altro viene svelato in questo primo episodio. Passiamo allora alle altre componenti del gioco:
Gameplay: Julia Innocent Eyes è un'avventura grafica investigativa. La caratteristica principale di questo gioco è la ricerca di prove e indizi, e i dialoghi con gli altri personaggi. Non ci sono decine di enigmi, o prove frustranti con le quali cimentarsi, piuttosto il fulcro del titolo di Artematica è la ricostruzione dei fatti successi sul luogo del delitto.
Come un buon detective, Julia deve interrogare testimoni o possibili indiziati, e cercare di arrivare a qualche conclusione con le poche prove che il luogo dell’orribile uccisione gli fornirà. E dovrà pure ficcanasare per il resto della casa, perchè nulla deve essere tralasciato, e anche l'oggetto apparentemente più insignificante può invece essere utile. Nel primo episodio è possibile giocare con due personaggi: Julia e Webb. Andando avanti, con l'uscita degli altri due episodi, potremo arrivare all'interazione con altri due protagonisti della collana di fumetti, arrivando a muoverci con ben 4 personaggi diversi. Cliccando sull'icona in alto a sx, potrete calarvi nei panni di Webb o Julia in qualunque momento vorrete. Potrete anche passare delle informazioni utitli tra i due, tramite il telefono cellulare (altra icona in alto a sx) e fare in modo di poter sbloccare nuovi dialoghi - o azioni da compiere - al vostro compagno.
L’investigazione fila via abbastanza liscia, senza particolari intoppi. Specialmente le sezioni con Webb sono abbastanza semplici, visto che più che altro si occuperà di dialogare con altri personaggi secondari del gioco.
Con Julia invece ci occuperemo di momenti più a la “Csi”, visto che useremo pinzette, guanti e potremo vivere in prima persona una fase in cui con del luminol dovremo rinvenire delle tracce di sangue nel garage dove è avvenuta la morte di Dalila.
Grafica: il comparto grafico di "Innocent Eyes" gode di alti e bassi. Cominciamo col dire che il gioco è totalmente in 3d e che in alcune fasi di gioco è possibile ruotare la telecamera a 360 gradi, grazie ai tasti direzionali della nostra tastiera. Quindi ci muoveremo in delle zone in cui l'inquadratura sarà fissa e altre, leggermente dall'alto, in cui invece potremo gestire tutto noi. Una scelta innovativa, forse un pò azzardata, che il purista magari non vedrà di buon occhio, e che sino ad oggi non mi ricordo aver visto in un'ag, se la memoria non mi inganna.
Ad ogni modo, dopo averci fatto l'abitudine riuscirete a muovervi senza problemi, anche se non posso negare che ci sono dei momenti in cui nessuna angolazione riesce a essere soddisfacente, e questo farà rimpiangere le belle schermate fisse tradizionali.
In questo primo capitolo potremo muoverci attraverso poche location: la casa dove è stato perpetrato il delitto, la zona subito circostante, l'ospedale dove è stato ricoverato il padre della vittima, il palazzo dove lavora il principale sospettato e il commissariato. E in più, nel finale, ci muoveremo all’interno di un sogno – o sarebbe meglio dire “incubo” – dove Julia avrà un incontro ravvicinato del primo tipo con l’assassino. Nei prossimi due episodi (a proposito, il secondo dovrebbe essere in vendita tra pochi giorni..) sicuramente potremo ampliare il parco degli scenari da visitare.
Gli ambienti sono stati realizzati in maniera abbastanza buona e realistica, anche se a volte sono avari di dettagli e privi di elementi di contorno. Spesso c'è la sensazione di essere all'interno di luoghi troppo spogli, anche se questa è sempre stata una caratteristica dei giochi in full 3d, esempio ne è stato anche un titolo recente ultra reclamizzato come Still Life 2. Le texture di alcuni elementi sono sgranate e poco gradevoli, e peccato che la risoluzione dello schermo non possa essere regolata nel menù delle opzioni, soprattutto per chi ha un monitor widescreen.
I personaggi sono stati realizzati molto fedelmente alla loro controparte cartacea e godono di movimenti tutto sommato buoni. Una pecca evidente è invece negli sguardi di molti di loro, soprattutto quelli secondari: i loro occhi sono spesso persi nel vuoto ( Un esempio lampante? Gli studenti dell'università, quando parlano con Julia fissano il muro e non lei..) e rendono l'atmosfera un pò irreale, perchè sembrano assomigliare troppo a degli automi. Succede anche altre volte che durante i dialoghi ci siano situazioni di questo tipo, ed è un peccato. Sporadicamente capitano anche dei problemi di compenetrazione dei poligoni (scarpe che affondano nel terreno, ad esempio..) ma queste, tutto sommato, sono cose di poco conto, anche perchè accadono per pochi istanti e solo l'occhio troppo critico gliene può dare peso.
Per ciò che riguarda le cutscenes, Artematica ha scelto due differenti impostazioni:
- sequenze in computergrafica, ottimamente realizzate e dal buon taglio cinematografico,
- tavole in bianco e nero, in stile fumetto, che fungono per i cambi di location o per la rappresentazione dei pensieri che Julia avrà durante la sua investigazione.
A conti fatti, il reparto grafico compie molto onestamente il suo lavoro, ma purtroppo non c'è qualcosa che eccelle in particolare e può essere degna di nota.
Sonoro: essendo Julia un lavoro italiano, non poteva essere altrimenti: anche il DOPPIAGGIO E’ IN ITALIANO! Saranno contenti, una volta tanto, gli avventurieri dello stivale. L'opera di doppiaggio è buona, ma non ottima, in quanto anche in questo caso possiamo parlare di "alti e bassi", dovuti all'ottima interpretazione di alcuni personaggi (come quello di Julia) e altri decisamente "meno in forma". I toni interpretativi dei personaggi secondari non sempre risultano essere credibili, peccano del giusto pathos in alcuni frangenti e sporadicamente danno l'impressione di leggere male il copione. Durante il battibecco tra Webb e Goodman, ad esempio, ho trovato fuori luogo l’interpretazione di entrambi: uno viene accusato palesemente di omicidio, e quasi gli sembra una cosa normale, così come l’altro, tenente molto esperto, usa una foga sin troppo eccessiva per qualcosa che in fin dei conti non può nemmeno minimamente dimostrare! Poco credibile.
Pollice in giù anche per la sincronia di parecchi dialoghi: labiale e parole non vanno assolutamente d’accordo.
La colonna sonora invece è molto bella, e già avevamo avuto modo di apprezzarla “a pezzetti”, con il rilascio di alcuni brani sul web qualche mese fa'.
Il lavoro dei musicisti ha dotato il gioco di sonorità coinvolgenti al punto giusto, e che riescono a immergerci maggiormente nella trama. Nelle opzioni di gioco è possibile settare tutti i vari parametri (voci, musica, suoni di fondo) al fine di trovare la configurazione perfetta per ognuno di noi.
Interfaccia: l'interfaccia di Innocent Eyes è abbastanza familiare, in quanto è la classica dei giochi punta e clicca. Ci si muove col mouse, grazie al quale possiamo far spostare il personaggio attivo al momento e raccogliere gli oggetti. Col cursore è possibile compiere più di un'azione, e per alternare le opzioni possibili, basterà cliccare col pulsante dx. Se sarà possibile parlare con qualcuno vedremo l'immancabile icona della nuvoletta di dialogo, ma se si tratterà di un oggetto, posandoci sopra il cursore visualizzeremo una lente d'ingrandimento (per poterlo esaminare), e se ci cliccheremo sopra col pulsante dx una seconda volta, invece attiveremo una chiave inglese, che significherà che potremo prenderlo o usarci qualcosa. Quando potremo uscire da una locazione, apparirà l'icona di una porta. Per far correre Julia, dovremo spostare il cursore a una certa distanza da lei, e quindi lasciare il pulsante sx premuto: la nostra eroina correrà per quel breve tratto di strada, e per continuare a farglielo fare, dovremo ripetere l'operazione. Con i tasti direzionali della tastiera è possibile ruotare la visuale isometrica nelle fasi in cui la telecamera è rotante. Come detto poco prima, questa scelta non risulta essere il massimo della comodità, anche perchè c'è il rischio di potersi perdere qualcosa in caso di sbadataggine. Col tasto Esc si esce dal gioco e si accede al menù, dove è possibile salvare la partita, impostare qualche opzione sonora e tornare a Windows.
Enigmi: al termine di questo primo episodio, la difficoltà del gioco è risultata medio bassa. E questo per un semplice motivo: non ci sono dei veri rompicapo da risolvere. Essendo Julia un'avventura investigativa, per lo più passeremo il nostro tempo ad esaminare il luogo del delitto e a interrogare parenti, possibili testimoni e probabili sospettati. Dunque non avremo a che fare con meccanismi da sbloccare, porte da aprire o tutte quelle situazioni che solitamente si incontrano nella solita avventura d’ordinanza. Sarà invece importante non tralasciare nulla nelle location che visiteremo, anche perchè queste attiveranno delle idee, dei “pensieri” che Julia avrà sul caso o sul modus operandi del killer, e che potranno essere usati sia come sms verso il suo partner, che come oggetti veri e propri con altri elementi della scena. Quindi, oltre ad usare oggetti comuni che rinverremo durante l'indagine, dovremo capire anche come utilizzare al meglio le idee che ci saranno venute. Ahimè, la stragrande maggioranza di idee, così come di oggetti, rimarranno però lì dove stanno, in attesa di essere sfruttate coi prossimi due capitoli.
Commento finale: e siamo arrivati alla fine! "E adesso?"
Ecco, “adesso” possiamo veramente sviluppare il senso di queste due parole che mi porto appresso dall'inizio della recensione. Dare una valutazione a questo gioco è veramente una rogna. E' una situazione con la quale non ci si vorrebbe mai avere a che fare. Oltretutto si parla di un prodotto italiano, e non è facile liquidarlo con due paroline: non sarebbe giusto. Al di là dei difetti e dei pregi, che ogni gioco può o non avere, qui il problema di fondo è un altro: Julia dura pochissimo. Troppo poco.
Un avventuriero esperto può completarlo anche in tre ore. Cioè, meno di quanto tempo ci vuole per finire un casual game comune.
Gli episodi saranno in tutto tre, quindi se verrà mantenuta la linea di difficoltà del primo capitolo, alla fine avremo tra le mani un prodotto di circa 9-10 ore di durata. Ossia la longevità che uno si aspetta da un gioco che costa sui 20 euro, che qui invece è il costo di un solo episodio.
Warner Bros purtroppo ha deciso di "spezzettare" l'avventura in tre parti, e la scelta a questo punto mi pare molto discutibile. Tuttavia non siamo qui per contestare le scelte di altri, per carità, ma il prezzo di conseguenza diventa alto, esagerato, perchè alla fine l'utente avrà speso circa 60 euro: questo prezzo non ce l'hanno nemmeno Lost Horizon e The Black Mirror 2 messi assieme. I dubbi sulla motivazione di rendere un gioco come Julia una serie episodica, dunque permangono.
Non solo, ogni episodio non è nemmeno auto-conclusivo, nel senso che tutto ciò che si è raccolto come oggetti non viene usato al cento per cento, e la maggioranza delle "idee" di Julia è ancora riposta nel suo Menù dei pensieri. Insomma, si termina l’episodio, ma... ancora si è fatto veramente pochissimo. C'è innanzitutto il rischio di scordarsi qualcosa della trama quando uscirà il secondo capitolo, perchè saranno passati dei giorni o settimane. E poi viene a cadere anche parte dell'interesse, perchè un'avventura di 9-10 ore di tempo, devi affrontarla nell'arco di un mese, un mese e mezzo: troppo. Oltretutto, colui che si fosse scoraggiato nell’acquistare anche i capitoli 2 e 3, solo per non aver buttato via i suoi 20 euro in qualcosa che poi non ha nemmeno una fine “parziale”, si vedrà obbligato a prendere anche i seguiti.
Insomma, fosse stato un gioco straniero vi avrei subito detto: lasciatelo perdere!
Poichè si tratta di un prodotto nostrano, “sudato” da Artematica ( Martyn Mystere, Jonathan Danter, Diabolik ), che probabilmente nessuna colpa ha sulla scelta di Warner Bros, vi dico di aspettare, nella speranza che le lamentele di buona parte dei giocatori smuovano qualcosa. Magari alla fine il gioco uscirà in versione unica e completa, a un prezzo decisamente più basso, e in tal caso sì, che l'acquisto sarà obbligato.
Perchè poi il gioco non è nemmeno male, non siamo in presenza di un capolavoro, va bene, ma Julia riesce comunque a catturare l'interesse del giocatore, il quale viene spinto a capire chi possa esserci dietro a quella maschera da Pierrot e vuole sapere il perché della sua azione. Insomma, la storia non è propriamente originalissima, ma riesce lo stesso a suscitare curiosità.
Ma allo stato attuale delle cose è giusto sapere come stanno le cose e la valutazione del prodotto deve, purtroppo, tenere conto di tutti i fattori possibili.
VOTO: 65
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land......

sai che ti dico li acquisterò tutti e tre insieme più avanti, e spero che scendano anche di prezzo 


Ciao MAND-----..
































