Recensione: Runaway 3 – A Twist of Fate
Pro:
- divertimento assicurato
- dialoghi e trama convincenti
- grafica e sonoro superbi
- finale soddisfacente
Contro:
- pixel hunting un po' troppo frequente
- dialoghi lunghetti che non a tutti possono piacere
- non particolarmente longevo
La saga Runaway è una delle più famose e di successo degli ultimi anni, ha molti fans e anche tanti detrattori. Siamo giunti oggi alla (forse?) fine di questa strepitosa saga, con il terzo capitolo Twist of Fate. Saranno riusciti i Pendulo Studios a mantenere lo stile e la creatività dei precedenti giochi? Vediamolo subito!
Trama:
Se il primo Runaway era una storia a sé stante, con un finale ben definito, lo stesso non potevamo dire di Runaway – Dream of the Turtle, capitolo molto divertente, ma che aveva lasciato la storia mozzata a metà e tanti dubbi sospesi nell'aria. Che cos'era la trantonite? Cosa avevano a che fare con la storia gli alieni? Che fine aveva fatto Gina? Sarebbe riuscito Brian a salvarla dalle perfide mani del colonnello Kordsmeier e dalla sua crudele aiutante Tarantola?
Questi e tanti altri quesiti aperti saranno finalmente svelati in A Twist of Fate, in particolare l'epilogo del secondo capitolo sarà raccontato durante il gioco sotto forma di flashbacks, uno anche giocabile da noi.
Ma veniamo all'inizio di A Twist of Fate. Siamo in un cimitero, una triste melodia accompagna le parole di un prete, Gina piange davanti alla lapide di...Brian Basco! Brian è morto? Beh, come già vi sarete immaginati ovviamente no, ma allora come è potuto finire sotto terra? Gina non sa nulla di quello che è successo a Brian, sa solo che deve liberarlo dalla tomba prima che sia troppo tardi! Capirete subito che questo capitolo non comincia da dove avevamo lasciato il secondo, ma inizia una storia tutta nuova tuttavia legata con la precedente. Il colonnello Kordsmeier a quanto pare è stato ucciso da Brian, che prima è stato arrestato e poi, considerato insano di mente, rinchiuso in un manicomio insieme ai soggetti più folli d'America. In questo capitolo, oltre finalmente a risolvere i dubbi di Dream of the Turtle, dovremo aiutare Brian a fuggire dal manicomio, permettergli di riunirsi con la sua amata e anche impersonare Gina nella disperata ricerca di indizi che possano scagionare Brian dalle sue accuse.
Conosceremo tanti nuovi personaggi, e ne incontreremo di vecchi, tutti terribilmente carismatici e divertenti, in perfetto stile “demenziale – Pendulo”, quindi non aspettatevi di incontrare gente seria, ma solo persone totalmente folli o eccentriche o cattive, ma normali sicuramente no.
Il gioco si suddivide in 6 capitoli nei quali dovremo impersonare alternativamente Brian o Gina, stavolta non gireremo il mondo alla ricerca di misteriosi manufatti, ma ci muoveremo per gli Stati Uniti alla ricerca di un modo per far salvare la pelle ai nostri due protagonisti. Avremo modo di ambientarci nel manicomio, di esplorare da cima a fondo un delizioso chalet nel bosco, di impersonare brevemente anche qualche personaggio secondario e verso la fine del gioco ci troveremo nell'ambientazione cittadina di New York.
Non ingannatevi, anche se i luoghi da visitare sembrano pochi, in realtà passeremo una buona quantità di tempo tra stanze, corridoi, vicoli ed esterni. La longevità di Twist of Fate non è enorme, infatti in massimo 12 ore anche il giocatore più inesperto dovrebbe finirlo, è un tempo accettabile, anche se una leggera nota di gusto amaro la lascia.
Personaggi e ironia:
I Pendulo avevano assicurato che avremmo assistito a un'evoluzione del personaggio Brian, se infatti nel primo capitolo era timido e imbranato, nel secondo capitolo si era trasformato in un tipo alla moda e anche piuttosto superficiale...certo, immagino che stare con una donna come Gina abbia inevitabilmente influenzato i cambiamenti nella personalità di Brian, quindi a suo tempo lo avevo perdonato della sua trasformazione da nerd a fighetto.
In questo ATOF Brian ha subito una nuova evoluzione, è infatti rimasto sicuro di sé e poco timoroso, però ha perso la superficialità che lo caratterizzava nel secondo capitolo. Una evoluzione in meglio dunque! Gina è invece rimasta più fedele a sé stessa, può magari ingannarci (in senso positivo) quando parla di Brian come una donna innamorata o quando si veste in maniera semplice da ragazza “acqua e sapone”, ma appena ripensa allegramente al suo passato da spogliarellista si svela nella sua vera natura!
Il contorno dei personaggi secondari poi è fantastico, i matti nel manicomio, il buon psichiatra Bennett, l'attore-cameriere che imita Groucho Marx, il barbone scrittore di sceneggiature somigliante a Bud Spencer, tutti unici e indimenticabili....le citazioni poi in questo capitolo si sprecano! Dai modelli usati per i personaggi secondari che richiamano quasi tutti attori famosi, fino a certe strizzatine d'occhio a capolavori dell'avventura come Indiana Jones, Monkey Island e Broken Sword. Nel complesso, per trama e personaggi, uno dei migliori giochi della Pendulo fino ad ora.
L'ironia è una delle caratteristiche principali di tutta la serie e in questo terzo capitolo non manca di certo! Potete trovare dialoghi spassosi, personaggi assurdi, situazioni buffe in cui i nostri eroi, in particolare Brian, riescono a essere più goffi che non si può, scenette divertenti, commenti sarcastici quando fate esaminare a Brian o Gina troppe volte lo stesso oggetto....avrete di che divertirvi e distrarvi!
Grafica:
Come i precedenti Runaway, anche questo capitolo sfrutta una grafica in 2.5D in perfetto stile cartoon. I Pendulo sono dei veri artisti nel creare fondali e personaggi, nell'utilizzare i colori ed arricchire le scene di particolari. Ogni ambiente che visiteremo è realizzato egregiamente, il cimitero è vasto e permette di visitare cripte e cappelle, lo chalet nel bosco è così incantevole circondato dagli alberi autunnali, così come il manicomio dà un forte senso di freddezza, tipicamente da ospedale, e infine possiamo goderci le incantevoli strade di New York, piene di grattacieli, palazzi eleganti, luci, rifiuti, tombini fumanti e sporchi vicoli da non frequentare.
Le animazioni non è che siano molto numerose, infatti a volte si ha più la sensazione di guardare un quadro ben dipinto che una scenografia realistica. Tuttavia questa staticità è per fortuna interrotta sia dai movimenti e dalle espressioni dei personaggi sia dai numerosi filmati in-game che sono veramente molto cinematografici e lasciano spesso piacevolmente colpiti.
Un difetto però tipico in generale della serie Runaway, ma che in questo capitolo mi è sembrato addirittura aumentato, è l'odioso pixel – hunting, cioè la quasi totale impossibilità di vedere tutti i punti su cui è possibile cliccare nelle varie schermate. Per fortuna si può cliccare su un'icona apposita, a forma di lampadina, per farsi evidenziare gli hotspots, altrimenti vi assicuro che si può restare bloccati veramente a lungo!
Sonoro:
Se la grafica è decisamente sopra la media, lo stesso vale per la colonna sonora che in ogni Runaway mi lascia sempre spiazzata. In questo ATOF torniamo a sentire Vera Rodriguez, la cantante del tema principale del primo Runaway, ed è un piacere ascoltare la sua voce così simile a quella di Dolores O' Riordan in varie canzoni del gioco. I temi musicali sono vari, a volte cantati, altre invece solo strumentali, ognuno tipico della situazione e del luogo. Ad esempio quando siamo a New York si può sentire in sottofondo una musica un po' swing in stile molto newyorchese, che quasi mi chiedevo se ero finita in un film di Woody Allen! Stavolta davvero i Pendulo hanno creato una vera e propria colonna sonora.
Le voci dei personaggi sono in inglese (ebbene sì, purtroppo questa volta non ci hanno voluto dare un Runaway doppiato in italiano) e sono molto convincenti nella recitazione, e non parlo solo di Brian e Gina, ma anche di tutti gli altri personaggi. Non preoccupatevi del doppiaggio in inglese, perché per fortuna Runaway 3 è sottotitolato in italiano, quindi giocabile proprio da tutti...certo, i doppiatori italiani dei passati giochi della saga erano molto bravi, ma vi assicuro che quelli anglofoni non ve li faranno rimpiangere troppo! Il tono ironico poi è quello che va per la maggiore, quindi anche se alcuni dialoghi sono abbastanza lunghi, sono comunque resi vivaci e divertenti!
Enigmi:
Nei precedenti Runaway mi era capitato spesso di restare bloccata su degli enigmi alquanto assurdi e di difficile comprensione, mentre in Twist of Fate tutto sommato si capisce meglio quali azioni si devono svolgere. Brian e Gina a volte ci aiutano facendo magari dei commenti che ci possono mettere sulla giusta via, altre volte invece ci lasciano più strada libera per fare i nostri tentativi da soli. Devo dire che è così che mi piace che sia un gioco di avventura, cioè avere la possibilità di affrontare situazioni fantasiose, di risolvere enigmi originali, di non essere aiutata troppo, ma neanche di restare a impazzire troppo a lungo! Quindi in questo Twist of Fate incontreremo tutti enigmi basati sulla raccolta di oggetti, sul loro utilizzo e sulla loro combinazione, sulla ricerca di indizi e sulla scelta di linee di dialogo adeguate... niente serrature assurde, niente sudoku, niente calcoli matematici, solamente tanta creatività! Non crediate che sia sempre facile immaginare certe azioni, però il motivo principale per cui potreste restare bloccati è più che altro solo il pixel hunting.
Interfaccia e sistema di controllo:
Come vi ho già detto più su, per risolvere il pixel hunting si può cliccare su un'icona a forma di lampadina che evidenzia i punti attivi delle varie schermate. Oltre a questa icona, a scomparsa nella parte alta dello schermo, ci sono le classiche icone per accedere all'inventario (a cui si arriva anche premendo il tasto TAB della tastiera), per passare al menù principale e infine il sistema di aiuti in cui ci si può far dare una mano dal nostro vecchio amico Joshua. Attenzione perché Joshua non vi dirà mai esattamente cosa fare con precisione, ma di solito vi dirà delle frasi che vi possono mettere sulla giusta strada. Io vi consiglio di non usare il sistema di aiuti, perché vi rovinerebbe il gusto del gioco. Può essere più utile invece il tasto per svelare gli hot spots.
Il sistema di controllo è totalmente, semplicemente e meravigliosamente punta e clicca! Potete fare tutto col muse senza mai toccare la tastiera, potete esaminare e interagire con gli oggetti, passare velocemente da una schermata all'altra e saltare i dialoghi più lunghi.
Per finire...
Siamo alle conclusioni, sia della mia recensione, sia di una delle saghe più belle degli ultimi anni. Ma allora funziona questo Runaway 3? Eccome se funziona! A dispetto dei pochi difetti è secondo me una delle più divertenti avventure dei Pendulo e io spero davvero che non sia l'ultima volta che vediamo Brian e Gina in azione. La storia, le situazioni, i personaggi, l'ironia, la grafica, la colonna sonora...tutti questi elementi insieme fanno di Runaway – Twist of Fate un'avventura da giocare fino alla fine (credits compresi)!
Voto: 85/100
REQUISITI MINIMI:
- S/O: Windows Xp SP2/Vista SP1/Windows 7
- Processore: Celeron 1.7GHZ/Duron 1.6GHZ
- Memoria Ram: 512 MB (XP)/1024 MB (VISTA/7)
- Spazio sul disco rigido: 8 Gb
- Scheda video: 256 MB 100% Direct x 9 compatibile (min 1280x720) ATI RADEON 9500/ INTEL GMA 3000/ NVIDIA GEFORCE FX 5500 o sup
- Scheda audio: DirectX 9 compatibile
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etta, che la longevità sia davvero breve...e io ci starei ore o ore con Brian e Gina a giocare 

dei commenti! Aspetto con ansia i pareri di chi ci ha giocato!
































