Recensione: Tales Of Monkey Island Ep.3- Lair Of The Leviathan
Pro:
- sempre più divertente
- enigmi impegnativi e mai frustranti
- personaggi difficili da dimenticare
Contro:
- qualche ripresa cinematografica confusa
- si vorrebbe che durasse di più
Ed eccoci quindi a oltre la metà della serie Telltale, al terzo episodio di Tales Of Monkey Island e, per me, fino ad ora l'episodio più riuscito.
Trama:
Ci troviamo finalmente nel vivo delle avventure di Guybrush che libero da impedimenti può andare alla ricerca de La Esponja Grande, la spugna marina capace di curare le maledizioni voodoo e quindi curare anche Elaine che sembra risentire molto della maledizione.
Elaine è rimasta con LeChuck per aiutarlo a salvare le scimmiette, mentre Guybrush è partito sul Narwhal assieme al suo secondo Van Winslow e con la cacciatrice di pirati Morgan LeFlay, rimasta nascosta sulla nave dalla precedente avventura. I tre arrivano in zona della spugna, ma purtroppo vengono inghiottiti da un manatee, un gigantesco tricheco marino!
All'interno del manatee, che è più grande di un palazzo a tre piani, Guybrush incontra Coronado De Cava, l'ex amante della voodoo lady (yuck
Personaggi:
Insomma in questo episodio succede tantissimo e il ritmo non scende mai, anzi diventa ogni minuto più appassionante e divertente. I personaggi sono tutti caratterizzati benissimo, a parte Guybrush di cui ho già parlato nelle recensioni dei precedenti capitoli e che è un protagonista eccellente, i personaggi secondari hanno ognuno una sua personalità e ogni volta che ci parlerete vi si rivelerà il loro carattere chiaramente: abbiamo il pirata ubriacone, quello timido e romantico che suona i bonghi (che nel nostro caso sono le ghiandole del manatee), il pirata pugile diffidente e farabutto, Coronado De Cava pazzo e innamorato follemente della voodoo lady e infine LUI! Sì, lui! Lo scheletro demoniaco Murray che in Monkey Island 3 fu sicuramente il personaggio più riuscito e spassoso, colui che vuole sangue e distruzione per il genere umano lo troviamo rinchiuso in un baule e sarà possibile interagirci molto spesso, infatti ci sarà alquanto utile per farsi accettare dagli altri pirati e Guybrush avrà modo di parlarci spesso e godere della sua folle mania di annientare il mondo.
La cura che i Telltale hanno messo nel creare i personaggi è encomiabile, in questo episodio ancora di più che nei precedenti due, e ci tengo a sottolineare che non ci sono personaggi-macchietta fini a se stessi, non ci sono i buffoni che dovrebbero far ridere e basta, ci sono dei veri personaggi ben caratterizzati e sfaccettati.
Enigmi e locations:
Le ambientazioni sono varie e originali, infatti oltre che trovarci sulla nave ci troveremo all'interno di varie zone diverse del trichecone, di cui una abbellita e agghindata dai pirati per farla quasi sembrare una specie di parco giochi colorato e infine avremo modo di giocare una parte sul fondo del mare in cui Guybrush si muoverà e risolverà i problemi di cuore dei trichechi giganti. In particolare ho apprezzato molto il cambio di ambientazione rispetto ai primi due episodi in cui ci muovevamo tra isolette caraibiche e fitte giungle. Non che non mi sia piaciuto, sia ben chiaro, però sono contenta che i Telltale non si siano ripetuti usando di nuovo locations simili ai primi due episodi e si siano inventati nuovi luoghi da visitare.
Gli enigmi sono estremamente vari e originali e si userà più la lingua che la spada, ad esempio quando Guybrush deve fingere di essere sposato con Morgan dovrà rispondere a delle domande su di lei basandosi solo su alcune cose che ha notato di lei, oppure si dovrà andare a giro per imparare a fare più “facce da pirata” possibile, si dovrà combinare gli oggetti e capire come usarli, si avrà modo di possedere la voodoo lady in una maniera che più spassosa non si può (vi dico solo che Guybrush all'interno del corpo della voodoo lady è stupidissimo ed esilarante), si dovrà imparare a muoversi in un ambiente tanto strano come la pancia del manatee e infine bisognerà capire come usare a proprio vantaggio le debolezze altrui. Le soluzioni agli enigmi non sono difficili da capire, però non aspettatevi che sia sempre una passeggiata, inoltre dovrete imparare a calarvi nella mente folle dei personaggi e vi assicuro che vi saranno garantite svariate ore, direi circa 4, di puro e sano divertimento, mai troppo stupido da annoiare. Magari alcuni giocatori novizi del genere potrebbero anche sentirsi confusi di fronte alla particolarità di questi enigmi, però una volta abituatisi al genere non si avranno problemi.
Infine non voglio spoilerare troppo, ma questo gioco vale la pena farlo solo per un esilarante enigma che servirà per spaventare un pirata...vi dico solo che mai più riuscirò a pensare a una suora senza ripensare a Lair Of The Leviathan e ridere!
Grafica:
Come grafica restiamo ai livelli degli altri due episodi, cioè di un uso del 3D ammirevole, e potremo quindi ammirare tante ambientazioni colorate, curatissime e ricche di particolari, come la pancia del manatee oppure la zona sott'acqua in cui ci dovremo muovere. I filmati sono in buon numero e ben inseriti all'interno del gioco, garantendogli così un più che discreto taglio cinematografico e un ottimo ritmo che non stanca mai. La mimica dei personaggi è stupenda, talmente realistica che con solo un sopracciglio alzato o la bocca messa in un certo modo si può capire cosa stanno pensando i personaggi e ci permetterà spesso di sorridere insieme a loro.
Sonoro:
Le musiche sono fantastiche e non stancano mai, ricorrono dei motivi già sentiti nei primi episodi, molto caraibici e spensierati, quindi magari a questo si può imputare una certa ripetitività, tuttavia risentire gli stessi motivi nel corso dell'avventura ce la rende anche più familiare e poi sono musiche così simpatiche che è difficile che annoino. Le voci del cast inglese sono perfette, non mi stancherò mai di dirlo, garantiscono un livello di recitazione impressionante, come è difficile sentire spesso anche in italiano e, onestamente, non ho sentito nessuna mancanza del doppiaggio nella italica lingua. Ogni voce ha il suo colore, la sua intonazione tipica e aiuta ancor di più a delineare le personalità di ogni personaggio del gioco, soprattutto Guybrush e Morgan mi sono sembrati un gradino sopra gli altri.
Sistema di controllo:
Il sistema di controllo è rimasto invariato e tipico dei Telltale, si può infatti muovere Guybrush con l'ausilio delle frecce direzionali oppure tenendo premuto il tasto sinistro del mouse e spostandolo. Io mi sono trovata meglio con le frecce direzionali, comunque ognuno farà come preferisce. Cliccando sugli oggetti e sulle persone col tasto sinistro del mouse si interagirà con esse. L'inventario è a scomparsa nella parte destra dello schermo ed è richiamabile cliccandoci sopra oppure premendo la rotellina centrale del mouse, mentre col tasto ESC si può accedere al menu principale.
Come nei precedenti episodi ho notato che a causa delle riprese cinematografiche, quindi come se ci fosse una telecamera che si muove insieme a Guybrush, a volte può capitare di non vedere degli angoli oppure che ci sfuggano senza volere dei punti importanti con cui stavamo per interagire, col risultato che dobbiamo tornare sui nostri passi per ritrovare il punto. Questa secondo me sarebbe una cosa da correggere e spero che avvenga nei prossimi episodi.
In conclusione...
A mio parere Lair Of The Leviathan è per il momento l'episodio più riuscito della serie di Tales Of Monkey Island, garantisce infatti un insieme di trama originale, ritmo serrato, gag esilaranti, humour irresistibile e mai stupido, enigmi impegnativi senza essere frustranti e personaggi caratterizzati benissimo da cui sarà difficile staccarsi una volta terminata la serie....giocatelo, giocatelo, giocatelo!
Voto: 82/100
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Mi piacerebbe vedere un'immagine per capire in cosa consiste...deve essere divertente



Finalmente qualcuno che ci sta giocando! 
































