RECENSIONE:
The Abbey
Un’antica Abbazia fa da sfondo a questa intrigante ed affascinante avventura grafica realizzata dalla Alcachofa Soft nel 2008, ma che è arrivata da noi solo adesso grazie alla Adventure Productions. C’è da premettere che la trama ha tratto ispirazione dal famosissimo romanzo di Umberto Eco: il Nome della Rosa, un vero e proprio omaggio a questo capolavoro letterario.
Trama
Il protagonista di questa avventura si chiama Leonardo De Toledo, il quale é stato incaricato di accompagnare il suo fido novizio Bruno all’Abbazia Nuestra Senora de la Natividad, che si trova su un desolato monte roccioso. Durante il viaggio i nostri due protagonisti verranno attaccati da un personaggio ignoto senza un apparente motivo, ma arrivando comunque incolumi alla loro meta. Una volta arrivati a destinazione, però, Leonardo si troverà a dover investigare sulla strana e misteriosa morte di uno dei frati dell’Abbazia: il monaco Anselmo. Egli é stato assassinato o la sua morte è stata solo una fatalità? E la sua morte ha a che fare con gli strani fenomeni soprannaturali che accadono all’interno della Biblioteca? In un crescendo di suspence il nostro protagonista dovrà cercare di carpire i segreti che si nascondono in questo luogo interrogando tutti i presenti, visitando le varie locazioni e risolvendo enigmi usando il suo ingegno e il suo intuito.
Note Varie
Prima di tutto bisogna sottolineare che i personaggi di questa avventura grafica sono tanti, ma, man mano che si andrà avanti nel giocare, impareremo a conoscerli bene. Ognuno di loro ha una propria personalità e ciò che più mi ha colpita è stata la realizzazione così dettagliata dei loro caratteri. Faremo la conoscenza del monaco Egidio, il ‘tuttofare’; un tipo burbero, diffidente e anche un po’ ignorante. Il monaco Eladio, il medico dell’Abbazia e vecchia conoscenza di Leonardo è, invece, molto colto e sicuro di sè, al contrario del monaco Nicolas, il fabbro, il quale sogna una vita diversa...più creativa. L’Abate si vedrà in poche occasioni, ma si capisce subito che si tratta di una persona dal carattere buono, ma ingenua, facilmente abbindolabile. Non mancheranno neanche i cattivi di turno, ossia Segundo, il priore, e Nazario, che rappresenta la Santa Inquisizione. E potrei andare avanti a descriverli tutti, ma questo potrebbe rovinare un po’ il gusto dell’avventura che si prospetta davvero intrigante.
Ho trovato, infatti, entusiasmante il parlare con tutti questi personaggi per, appunto, scoprirne le loro varie sfaccettature caratteriali.
I dialoghi, infatti, saranno il punto cruciale di questa avventura grafica. Nulla è lasciato al caso e nulla si deve tralasciare, perchè ci si potrebbe bloccare proprio per non aver esaurito gli argomenti.
All’inizio questo potrebbe risultare noioso, ma con il proseguire dell’avventura tutto si farà sempre più interessante.
Sonoro
Il doppiaggio dei personaggi è in inglese ed é, oserei dire, sublime...perfetto. Lo stato d'animo lo si percepisce dai vari dialoghi che avremo e lo si evincerà dai toni di voce quando porremo i vari quesiti e dalle risposte che otterremo. Il labiale è sincronizzato in modo eccelso. Mai una sbavatura, né un ritardo nel pronunciare le parole e tutti i dialoghi sono sottotitolati in italiano resi in modo altrettanto perfetto e senza errori. Dicevo che avremo modo di poter scegliere le domande da porre come vorremo, ma stando comunque attenti a porre quelle corrette, perchè tutto ha un senso logico in questa avventura e non bisogna tralasciare nulla. La colonna sonora è molto poetica e rilassante, mai fastidiosa e inserita perfettamente nel contesto. Essa, infatti, è stata composta da Emilio de Paz e interpretata dall’Orchestra Sinfonica di Praga e dal suo coro. Anche gli effetti sonori sono stati realizzati altrettando bene. Un fuoco che scoppietta, il fruscio delle pagine di un libro che viene sfogliato, il solo fatto di sentire i passi sulla ghiaia è stato realizzato in un modo molto aderente alla realtà. Insomma: un lavoro davvero ben fatto!
Grafica
E ora veniamo a ciò che più mi ha colpito, ovvero la grafica! I fondali sono in 2D, mentre i personaggi sono in 3D, ma ciò che più mi ha letteralmente stregata è stato lo stile usato per realizzare il tutto. Uno stile cartoon, ma molto, molto...morbido, tondeggiante, rilassante e visivamente appagante. I colori sono tenui, pastello e realizzati a mano e mai fastidiosi per gli occhi, anzi, potrei azzardare che sono riposanti.
Durante l’avventura, poi, ci accorgeremo anche del tempo che trascorre. Ci ritroveremo, infatti, ad iniziare un capitolo all’alba per poi finirlo al tramonto e questo si denoterà quando avremo sbloccato qualcosa di importante. Ho trovato questo aspetto del gioco incantevole, in quanto sono rimasta sorpresa dalla sua meravigliosa realizzazione. Si intuisce subito il cambio di orario, perchè durante la mattina c’è quella sorta di foschia che mi faceva quasi sentire a pelle l’aria fredda e pungente; mentre col giungere del tramonto il clima cambiava del tutto e lo si notava nei colori più caldi e leggeri.
L’Abbazia, come costruzione, é in stile medievale. Gli edifici sono vari, ben collocati e strutturati molto bene. Gli interni, anche se un po’ spogli a seconda delle locazioni, sono comunuqe realizzati in totale armonia con l’epoca e il luogo in cui è ambientata questa avventura grafica.
I personaggi, come ho detto precedentemente, hanno tutti un loro carattere e questo, oltre a capirlo e a rilevarlo durante i dialoghi, lo si denota particolarmente dalle loro espressioni facciali e dal loro aspetto. C’è il buon Goffredo, un po’ goffo e grasso; l'enigmatico Tomas, il copista appassionato di libri antichi; il bibliotecario Marcello, colui che vuole il rispetto assoluto delle regole; l’antipatico Segundo, con un’espressione perennemente supponente sul viso o lo stesso Bruno, il fido compagno di Leonardo, un ragazzino innocente ed ingenuo. Ma il personaggio che più mi ha colpita è stato il protagonista: Leonardo De Toledo. Ciò, però, è normale, in quanto è lui il vero motore di tutto il gioco. Le sue espressioni facciali sono un vero spettacolo, perchè a seconda dei dialoghi, delle situazioni e dei personaggi con cui ha a che fare, queste cambiano rendendolo quasi vivo! Insomma, un piacere per gli occhi!
Le sequenze filmate, poi, hanno un che di cinematografico. Ecco un’altra cosa che mi ha particolarmente colpito. Solitamente, nelle avventure grafiche, la differenza fra le scene animate e le scene dell’avventura grafica in sé si nota per la maggior accuratezza. Qui no. Lo stile è il medesimo. Avevo come l’impressione di non smettere mai di giocare.
Interfaccia
Il controllo del gioco è tutto in mano al mouse. Un classica avventura punta e clicca nel vero senso della parola. Il tasto destro del mouse é quello che permette di interagire in modo più approfondito con gli oggetti e le persone. Quando gli oggetti sono nell’Inventario esso darà un’ulteriore descrizione dell’oggetto stesso, mentre, premendolo durante i dialoghi, esso fa si che si possano saltare le frasi. Il tasto sinistro serve per guardare gli oggetti e i personaggi; combinare gli oggetti nell’Inventario e/o usarli in un dato momento anche con le persone. Per accedere all’Inventario basta spostare il mouse verso l’alto e spostarlo di nuovo verso il basso per tornare alla schermata di gioco. Una volta che l’Inventario sarà visibile si potrà accedere al diario di Leonardo cliccando sull’icona a forma di libro in alto a destra, dove vengono annotati tutti i progressi fatti. Per entrare nel Menù di gioco bisogna schiacciare il tasto ESC, dove si potrà salvare, caricare o cambiare le Impostazioni nelle Opzioni. La mappa si richiama schiacciando il tasto M o cliccando sull’icona in basso a destra, ma questo avviene solo durante le ambientazioni esterne.
Quando sarete dentro un edificio, come, ad esempio, la Biblioteca o l’Officina, la mappa non potrà essere richiamata. Spostando il mouse sulla mappa verranno evidenziati in automatico le varie locazioni che ci sono nell’Abbazia e cliccandoci sopra due volte saremo trasportati in quel luogo in automatico.
Per quanto riguarda le note tecniche a livello di software bisogna dire che il gioco, una volta avviato, sembra bloccarsi, per quanto è lento a caricarsi, ma non abbiate timore: è solo un’impressione.
Enigmi
E ora veniamo alla nota, diciamo, più dolente: gli enigmi. Essi sono pochi e tutti molto intuitivi. Si tratta solo di trovare gli oggetti e usarli nel modo corretto. Gli oggetti possono essere combinati quando il gioco lo richiede, ma, come ho detto, tutto è molto intuitivo. E’ quasi impossibile rimanere bloccati. Questo aspetto del gioco è forse la cosa che più mi ha delusa, in quanto l’avventura si basa, per un buon 85%, sui dialoghi, perchè se questi non vengono esauriti tutti nel modo corretto, si può girare in tondo facendo innervosire il giocatore. E in più, se non si esauriscono, non si avranno degli indizi fondamentali per trovare degli oggetti che servono per andare avanti.
In conclusione posso dire che The Abbey è un’avventura grafica innovativa, diversa dalle altre che ho avuto modo di giocare e in cui difficilmente si può rimanere bloccati. Personalmente il gioco mi è piaciuto molto, ma non per tutti può essere così, perchè il tutto si basa, come ho detto, su una miriade di dialoghi che devono essere esauriti. Se ci si aspetta un’avventura ricca di enigmi da risolvere in cui scervellarsi, questo non è il caso. Resta, però, un’avventura grafica adatta a tutte le età, abbastanza longeva (circa 15/20 ore) e molto piacevole e rilassante da giocare. Insomma, io la consiglio vivamente.
Voto: 85%
Requisiti:
- CPU 1.4 GHz (2 GHz raccomandati ), Windows XP/Vista
- 512 MB di Memoria RAM (1 GB raccomandato)
- 3 GB di spazio libero su disco fisso (5 GB raccomndati)
- Scheda grafica da 64 MB tipo GeForce 4 Ti o ATI Radeon 9500 (128 MB tipo GeForce 5 o ATI Radeon 9800 raccomandati)
- Compatibile con DirectX 9.0c
- Lettore DVD-ROM
- Scheda audio compatibile con DirectX 9.0c
Per la scheda completa del gioco vai a: The Abbey
____________
















l'unica cosa che mi preoccupa è la mia scheda video
Peccato che di enigmi veri e propri ce ne siano pochi, magari basare tutto sui dialoghi alla lunga può portare monotonia... la grafica è meravigliosa! 


The abbey 
la cover Spagnola è più bella

































