Recensione: The Longest Journey
Il mondo non è come lo conosciamo realmente... Quante volte avrete letto o sentito questa frase dal tono apocalittico? Centinaia, probabilmente, ma mai l'argomento è stato trattato come in The Longest Journey (che da qui in avanti chiamerò TLJ per comodità)! Siamo nel 2000, anno piuttosto avaro quanto a uscite di buone avventure grafiche, e sugli scaffali approda una spettacolare avventura fantastica, un'avventura che ha rappresentato un precedente per tutto quello che è venuto dopo.
In un non più tanto lontano futuro, il 2209, una diciottenne ragazza di provincia, April Ryan, si è da poco trasferita nella città di Newport per studiare presso l'Accademia di Arti Visive e dedicarsi così alla sua più grande passione, dipingere! La vita di April non è tanto diversa da quella di una qualsiasi studentessa fuori sede: tira avanti lavorando in un bar e vive nella "Casa-confine", un pensionato in cui vivono anche i suoi migliori amici, Charlie ed Emma, e un disgustoso ragazzo, Zack, che le fa una corte a dir poco "animalesca".
Sarebbe tutto normale se la notte April non cominciasse a fare strani sogni, popolati di draghi bianchi e alberi parlanti, in cui le viene annunciato che il suo destino sarà quello di salvare il mondo...come se non bastassero le normali preoccupazioni di studiare e costruirsi un futuro! Ma il futuro di April è destinato a essere tutt'altro che normale. I suoi sogni infatti la perseguitano ormai anche quando è sveglia e un vagabondo di nome Cortez che gira sempre attorno al pensionato dimostra di sapere quello che le sta accadendo. April non ha altra alternativa che cominciare a frequentare Cortez, fino a che finirà in una spirale di eventi incredibili. Verrà a conoscenza di un altro mondo, una sorta di dimensione parallela chiamata Arcadia, dove il tempo sembra essersi fermato al Medioevo e dove tutto è dominato dalla magia. All'origine dei tempi infatti il mondo di April, detto Stark, e Arcadia erano uniti, per poi dividersi in seguito a grandi sconvolgimenti e diventare uno agli antipodi dell'altro: Stark è futuristico e tecnologico, mentre Arcadia è magico. Ma qualcosa, o qualcuno, sta sconvolgendo l'equilibrio che era sempre esistito tra i due mondi, i quali rischiano di collassare. Il "lungo viaggio" di April sarà proprio quello di capire qual è il suo ruolo in questa storia, ma soprattutto a cosa è destinata nella vita.
Comincia così anche il nostro viaggio in questa grandiosa avventura, che non ha nulla di meno rispetto a un libro o a un film tanto l'intreccio e la sceneggiatura sono complesse e intricate. Il punto forte di questa AG è per me la grande varietà della trama: visiteremo infatti innumerevoli luoghi tutti con un loro fascino, dalla tecnologica e decadente Newport, all'incantevole e solare città di Mercuria, dagli abissi del mare profondo fino alle vette dei vulcani, e così boschi, castelli e navi pirata! Un po' "Alice nel Paese Delle Meraviglie", un po' "La Storia Infinita", ma unico nel suo genere. I personaggi sono indimenticabili, April è una classica ragazza un po' confusa che finisce in una vicenda ben più grande di lei, il coraggio non le manca e neanche la curiosità di andare avanti, è dotata di una forte autoironia e tende sempre a sdrammatizzare le situazioni con qualche battuta, a volte persino esagera, ma è impulsiva ed è questo il suo modo di reagire al dolore...e poi, insomma, ci piace così! Come in ogni avventura non può mancare un fedele compagno e in questo caso l' "eroico" accompagnatore è Corvo, un corvo per l'appunto. E' la spalla perfetta per April, è bisbetico e petulante, ma ovviamente ha un gran cuore e spesso ci regala dei simpaticissimi siparietti comici. La mole di personaggi secondari è impressionante! Ci sono gli abitanti di Newport, gli amici di April, i mercanti di Mercuria, i navigatori, il popolo dei Maerum che vive sott'acqua, il popolo degli Alatiani che vive sulla sommità di un vulcano, e poi maghi, talpe parlanti, entità malefiche di vario tipo...un contorno vastissimo che contribuisce a rendere questo gioco ancora più speciale.
Di contro tutti questi personaggi secondari rendono il gioco estremamente verboso, infatti April dialogherà con tutti e gli argomenti non mancheranno, a volte saranno solo chiacchiere per conoscere meglio l'altro, ma comunque sono tutti dialoghi utili ai fini del gioco, quindi bisogna stare attenti a non perdersi qualche passaggio. Per fortuna si può usare il tasto ESC per saltare i dialoghi, perchè, per quanto interessanti e anche ironici spesso, devo ammettere che possono mettere a dura prova il giocatore.
Graficamente TLJ è ciò che chiamo "una gioia per gli occhi"! I fondali sono in 2D e sono disegnati perfettamente, se ci rigioco ancora resto estasiata davanti al mondo creato in questa AG: la parte tecnologica, Stark, è decadente, triste quasi in stile Blade Runner, mentre Arcadia è l'esatto opposto, una festa di colori e di natura. Mi ha stupito la varietà dei fiori, dei luoghi naturali, delle case, tutto così magnifico da volerci restare ore in contemplazione. I personaggi sono invece in 3D e sono realizzati discretamente, April si muove con una certe fluidità e in generale i movimenti dei personaggi sono realistici. Certo il 3D del 2000 è quel che è, quindi i personaggi possono apparire spigolosi e a volte avulsi dal resto, con quel senso fastidioso che li fa sembrare appiccicati allo sfondo, ma tutto sommato è accettabile. I filmati sono numerosi e ben inseriti nel contesto, anche se graficamente a volte lasciano un po' a desiderare, soprattutto nella mimica facciale di April.
Il sonoro è magnifico! Le musiche, tutte strumentali, sono sempre adatte al momento, mai eccessive, mai fuori luogo, creano un sottofondo perfetto per la storia e contribuiscono ad aumentare il pathos del gioco. Gli effetti sonori sono ben realizzati, come i passi o il rumore che fa la metropolitana, gli ascensori o le onde del mare. Le voci sono in inglese e devo dire che a me il doppiaggio è sembrato ottimo, tutti i doppiatori danno prova di una recitazione davvero buona, mentre i sottotitoli sono in italiano e, a parte qualche piccola sbavatura ogni tanto, si può parlare di una buona traduzione.
Gli enigmi sono un altro fiore all'occhiello di TLJ! Si va dai classici enigmi di raccogliere, combinare e usare oggetti (quasi mai in maniera assurda, con l'eccezione di un momento in cui April si mette Corvo in tasca...!) fino ad enigmi più complessi come far funzionare ,chinari moderni e antichi, interpretare simboli, riparare dei telefoni molto particolari e inventare pozioni da alchimista. Insomma, ce n'è per tutti i gusti ed alcuni enigmi vi porteranno via del tempo necessario per ragionare a dovere, anche se dopo vari tentativi e ragionamenti si viene a capo di tutto senza essere troppo frustrati.
L'interfaccia è molto comoda: col tasto destro del nostro mouse possiamo richiamare l'inventario, mentre col tasto sinistro se si clicca sugli hot spots ci compare un piccolo menu di scelta molto comodo che ci permette di raccogliere, parlare e esaminare a proprio piacimento. I dialoghi, come dicevo prima, si possono saltare col tasto ESC e col doppio click si può far correre April (per fortuna, perchè spesso gli spostamenti sono molto lunghi). Quando si dialoga, inoltre, compare in basso una scelta multipla di argomenti di cui poter parlare.
Senza dubbio TLJ è una delle migliori avventure grafiche in circolazione, c'è chi la ama e chi invece non la sopporta per l'eccessiva mole di dialoghi soprattutto...io sono tra quelli che la amano, che sono rimasti rapiti da questa storia stupenda, ricca di sorprese e di sentimenti, apparentemente fantastica, ma in realtà così umanamente vicina a ciascuno di noi....lasciatevi portare dalla fantasia e cominciate il vostro più lungo viaggio.
VOTO: 95/100
Per la scheda completa del gioco vai a: The Longest Journey
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Requisiti minimi:
Windows 95/98
Processore 166 Mhz
16 MB RAM
Scheda Video: 2 MB
Hard Disk: 300 MB
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etta
Complimenti tesoro

Chiara




































