HAMLET
“In un regno, da qualche parte, in qualche momento del tempo, il malvagio Claudio, insieme al suo assistente Polonio, uccise il Re e la Regina, rivendicando la corona. Poi decise di costringere Ofelia, la fidanzata di Amleto, a sposarlo.
Il valente Principe Amleto, appena tornato da un lungo viaggio, giurò di vendicare la morte dei suoi genitori e di salvare Ofelia.
Purtroppo, proprio in quel momento, un uomo dal futuro stava sopraggiungendo per una missione di ricerca, e atterrò precisamente nel punto in cui si trovava Amleto (travolgendolo!). Ora il nuovo Eroe deve vendicare la morte dei genitori di Amleto e salvare Ofelia…
Se dovesse fallire, la struttura dell’universo si disfarrebbe (questa affermazione sà molto di “Ritorno al Futuro”) a causa delle differenze tra passato e presente!”
Mi scuserete se ho bellamente copiato le frasi presenti nella prima cutscene del gioco, ma non avrei trovato parole migliori per introdurre Hamlet, trasposizione molto “libera” dell’opera di Shakespeare, finalmente approdata in Italia, e in ITALIANO, dopo aver fatto la sua comparsa nel resto dell’Europa da un bel pezzo.
Nella cutscene in questione noterete anche il cambiamento imprevisto di look dell’EROE, che passa dal bello e forzuto Amleto, a quello di un mingherlino alienucolo vestito di viola e con una lampadina in testa!
La struttura di Hamlet è alquanto simile a quella di altri giochini “indie” del passato, come SAMOROST o il più recente Machinarium. Attraverso 25 livelli di gioco, il giocatore dovrà farsi largo attraverso una serie di insidie, e risolvere enigmi e rompicapo grazie al solo ausilio del mouse.
Ogni livello ha una durata abbastanza corta, anche se ciò dipende sempre dall’abilità del giocatore. Un “avventuriero” di tutto rispetto non farà fatica a perdere solo pochi istanti in alcuni quadri, e perderà sì e no cinque minuti in quelli più articolati. Va da sé che la longevità è il difetto peggiore che si può trovare in Hamlet, che dunque può essere terminato persino in meno di due orette.
Mettendo da parte questa - comunque non trascurabile - pecca, il gioco rimane una piccola avventura abbastanza godibile, dove non vi è nessun tipo di parlato (ci sono però i sottotitoli in italiano, a spiegarci l’evoluzione della storia) e dove la grafica è carina, ma senza nulla che faccia gridare al miracolo tecnologico. Un pò come accadeva anche in un altro titolo analogo, ossia “FULL PIPE”.
Come nel più famoso “MACHINARIUM” degli Amanita Design, anche qui dovremo scovare i punti “sensibili” dello scenario, e tramite essi, compiere una serie di azioni che ci porterà al raggiungimento del nostro scopo, che il più delle volte è quello di andare avanti nel prossimo livello.
Ogni quattro livelli “normali” ci toccherà affrontare uno dei “Boss” presenti nel gioco. Questi sono: Polonio, Rosencrantz e Guildenstern, Laerte e due volte Claudio.
Anche se è strano parlare di BOSS in un titolo del genere, questi sono in effetti presenti. Personaggi brutti, cattivi, e dalle dimensioni decisamente grosse. Ma non aspettatevi combattimenti all’ultimo sangue, magari a colpi di spade o fucili. Perché questi Boss non necessitano altro che di una serie di azioni per essere abbattuti, e vedere la loro barra di energia esaurirsi sino allo zero. Quindi il gameplay rimane lo stesso degli altri livelli e il tutto si svolge con una certa calma, senza limiti di tempo o altro.
Semmai, a rendere “antipatici” questi “scontri”, è stata la scelta dei programmatori della Mif2000 di inserire dei momenti in cui dovremo essere velocissimi col nostro mouse, per cliccare in tempo su dei determinati punti del monitor. Poiché il cursore non godrà mai di movimenti veloci in Hamlet, queste sezioni possono risultare abbastanza fastidiose, soprattutto per chi non è munito di molta pazienza o velocità di esecuzione.
Alla fine il sottoscritto ne ha trovati solamente tre (due volte con Claudio e una col polipone) , ma vista la brevità del gioco, non sono nemmeno pochi. Che la scelta sia stata voluta proprio per rendere leggermente più longevo il titolo? Probabilmente non lo sapremo mai, ma regolatevi al momento di un eventuale acquisto, se siete dei pigroni che odiano smanettare un pò col mouse, quando capita!
Cosa aggiungere a questo punto?
La grafica, come detto precedentemente, è abbastanza simpatica e carina, ma anche piuttosto elementare. Ma in titoli come questo non si può dare peso più di tanto a questo fattore, perché è la giocabilità ciò che conta di più. E da questo punto di vista, diciamo che ci siamo abbastanza.
Certo, non aspettatevi chissà che enigmi difficilissimi o per cervelloni pluri-laureati, ma semmai, preoccupatevi per alcuni di essi che hanno una soluzione decisamente “stramba”, anzi, oserei dire “stravagante”! E proprio per questo motivo qualche rompicapo potrebbe mettervi a dura prova, e ve ne accorgerete giocando…
Dei motivetti molto simpatici, anche se ripetitivi, vi allieteranno durante la vostra partita, nella quale potrete godere anche di due tipi di suggerimenti: quelli offerti dal protagonista, nel momento in cui cliccherete su di esso, e quelli elargiti dall’icona a forma di “?” che si trova nell’angolo basso della schermata. Quest’ultima però si ricarica molto lentamente, il chè forse non guasta, così non se ne può abusare. Già il titolo è breve, ci mancherebbero solo i troppi aiutini a farcelo durare ancor meno.
E’ dunque questo un Casual, vista la sua durata e anche il fatto che ha gli AIUTI in game?
No, non credo. Semmai è un’ “Avventurina-Casual”, nel senso che Hamlet si prefigge di piacere agli avventurieri di un certo tipo, magari in cerca di qualcosa di breve e non troppo impegnativo, ma anche a quelli novizi, o a quelli che ancora non hanno provato un’Ag, ma vorrebbero farlo! Un modo per cominciare insomma…
Conclusioni: titolo simpatico, questo Hamlet. Non posso negare che il gioco dei Mif2000 abbia dei difetti che inficiano abbastanza sulla valutazione finale. Prima di tutto una longevità striminzita (anche se ripeto: magari ai meno esperti darà tantissime difficoltà), e alcuni livelli in cui i lenti movimenti del mouse complicheranno non poco le cose. Se riuscite a passare sopra questi “problemi”, Hamlet riuscirà a regalarvi qualche ora (non di più) di spensieratezza, pur non avendo niente di innovativo o particolare!
Pensateci bene, quindi, prima dell’acquisto! Anche perché nuovi episodi si stagliano all’orizzonte, e bisogna essere preparati…
Ah, e per rimanere in tema, nel prossimo mi sà proprio che avremo a che fare con una coppia di ragazzi, anche loro appartenenti alla “scuderia” di William Shakespeare.
Valutazione: 70
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